Infermiera Piombino,'Paziente cremata..'
CRONACA 21 Aprile Apr 2016 0859 21 aprile 2016

Piombino, infermiera in libertà: le cose da sapere

Intercettazioni trascritte male e prove insufficienti: perché è uscita dal carcere.

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È tornata a casa Fausta Bonino, l'infermiera di Piombino accusata di essere responsabile del decesso di 13 pazienti ricoverati al reparto di rianimazione dell'ospedale Villamarina della città toscana.
Il tribunale del Riesame di Firenze ha deciso di rimetterla in libertà, con un colpo di scena che mina alle fondamenta le tesi dell'impianto acusatorio.

Motivazioni non ancora pubbliche

Al momento non sono pubbliche le le motivazioni alla base della scelta, che finirà inevitabilmente per capovolgere l'iter finora seguito dalle indagini.
Al momento si possono fare soltanto delle ipotesi: gli indizi contro l'infermiera non sarebbero sufficienti o mancanti per giustificare una misura cautelare. Non ci sono, per esempio, registrazioni video che provino la somministrazione di eparina.

Intercettazione trascritta male

Ad alimentare i dubbi del Riesame anche un'intercettazione trascritta male dagli inquirenti («Paola mi raccomando ten non devi dire nulla...») con un clamoroso scambio di voce. A parlare non era Fausta, ma un'altra infermiera

In carcere per 21 giorni

Bonino, 55 anni, era stata arrestata lo scorso 31 marzo all'aeroporto di Pisa, a rientro da una breve vacanza.
Ha trascorso 21 giorni nel carcere Don Bosco di Pisa prima di essere rilasciata. L'indagine viene prima condotta dal Nas dopo le notize avute dalla direzione sanitaria dell'ospedale che ha i primi sospetti nel gennaio 2015. L'anno prima erano stati otto i pazianti deceduti per problemi di coagulazione.

È indagata, ma non è un soggetto pericoloso

Resta comunque indagata, ma non è un soggetto pericoloso, che può uccidere ancora, come aveva sostenuto l'accusa. Non c'è neppure pericolo di fuga. Resta sospesa dall'ospedale, provvedimento automatico in caso di arresto, con tanto di stipendio ridotto di quasi due terzi.

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