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LUTTO 21 Aprile Apr 2016 2227 21 aprile 2016

Prince, mistero sulle cause della morte

Il corpo della popstar ritrovato in ascensore. Il tentativo di rianimazione in extremis. Lo stato di salute precario. È giallo sul decesso del folletto di Minneapolis.

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Fan depositano fiori davanti agli studios di Paisley Park.

Il corpo di Prince è stato trovato senza vita di prima mattina nella sua dimora di Pasley Park, alla periferia di Minneapolis, in Minnesota.
Il cadavere era in uno degli ascensori del compound dove si trovano anche gli studios in cui il cantante registrava. La notizia delle auto della polizia e delle ambulanze davanti al comprensorio di lusso hanno fatto immediatamente il giro del web e dei social media.
All'inizio si parlava solo della presenza un cadavere, ma senza che le autorità ne confermassero l'identità.
Poi la conferma di quello che tutti temevano, data dall'agente di Prince, Yvette Noel-Schure: «È con grande tristezza che confermo il decesso del leggendario e iconico Prince Rogers Nelson, all'età di 57 anni».
IL MISTERO SULLA MORTE. E attorno all'improvvisa scomparsa è giallo. Un alone di mistero alimentato dal fatto che nessun dettaglio è finora trapelato sulle cause del decesso. Si sa solo che appena trovato il corpo nell'ascensore si è tentato un ultimo disperato tentativo di rianimazione. Ma senza successo. La polizia ora indaga. E si comincia a scandagliare con maggiore attenzione negli ultimi giorni di vita dell'artista, che in più di un'occasione aveva lamentato di non sentirsi molto bene.
I CONCERTI CANCELLATI. Non a caso qualche settimana fa aveva cancellato un concerto ad Atlanta. E lo scorso 15 aprile era stato anche colpito da un malore che aveva costretto il jet privato su cui era a bordo ad un atterraggio di emergenza in Illinois. «Solo una banale influenza», si era detto. E il giorno dopo Prince di nuovo sul palco, per un concerto, come nei programmi.
NESSUN SEGNALE EVIDENTE. Nulla, almeno all'esterno, sembrava lasciar presagire la tragedia. Il dolore di amici, conoscenti e di tutti gli ammiratori sparsi per il globo ha inondato nel giro di poche ore tutti i social media.
Su Twitter un lunghissimo elenco di cinguettii per l'ultimo saluto a un vero e proprio 'eroe' del pop-rock anni '80, autore di brani come Purple Rain entrati i diritto nel tempio dei classici senza tempo. Da Spike Lee a Naomi Campbell, da Kate Perry e a Billy Idol, passando per Robbie Williams, un tributo infinito all'artista vincitore di sette Grammy Awards e di un Oscar per la miglior canzone, Purple Rain appunto. Intanto una folla di curiosi e di fan si è ritrovata davanti a Pasley Park per testimoniare il proprio affetto per l'artista.

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