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SICILIA 22 Aprile Apr 2016 1238 22 aprile 2016

Telejato, Pino Maniaci indagato per estorsione

Il direttore dell'emittente siciliana si difende: «Colpito per le campagne contro i magistrati» sulla gestione dei beni confiscati alla mafia.

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Pino Maniaci, direttore di Telejato.

Il direttore della tivù siciliana Telejato, Pino Maniaci, noto per i suoi servizi sulla criminalità organizzata, è indagato a Palermo per estorsione.
Secondo le accuse, Maniaci avrebbe chiesto soldi e favori ad alcuni sindaci della provincia, assicurando in cambio un linea soft dell'emittente nei loro confronti. Tra i presunti favori richiesti ci sarebbe anche l'assunzione della sua compagna al Comune di Partinico.
INTERCETTATO DAI CARABINIERI. L'iscrizione di Maniaci nel registro degli indagati deriva da un'inchiesta condotta dai carabinieri a carico di altri soggetti. Dalle intercettazioni telefoniche eseguite dai militari, sarebbero però emerse anche le sue pretese di finanziamento, sotto forma di inserzioni pubblicitarie, a danno dei sindaci di Borgetto e Partinico.
LA CAMPAGNA DI TELEJATO SUI BENI CONFISCATI. Maniaci in passato ha più volte subito minacce per la sua attività giornalistica. Sotto la sua guida, Telejato si è occupata anche dello scandalo che ha colpito la sezione misure di prevenzione del tribunale di Palermo, su cui i pubblici ministeri di Caltanissetta hanno aperto un'indagine. Tra gli indagati c'è anche l'ex presidente della sezione, Silvana Saguto.
MANIACI: «IO INDAGATO? MI FACCIO UNA RISATA». «La procura di Palermo ipotizza il reato di estorsione nei miei confronti? Mi faccio una risata», ha replicato Maniaci, «l'inchiesta è nata nei mesi scorsi per bloccare la nostra campagna di stampa contro la gestione dei beni confiscati da parte dell'ex presidente Silvana Saguto, sospesa dalle funzioni e dallo stipendio dal Csm. Sono indagati anche altri tre magistrati e l'amministratore giudiziario, Gaetano Cappellano Seminara, tutti costretti alle dimissioni. È per questo che siamo finiti nel mirino della procura».
«IPOTESI SMENTITE DAI FATTI». Per Maniaci, in ogni caso, «per ora si tratta solo di ipotesi smentite dai fatti, nei confronti dei sindaci di Borgetto e Partinico citati nell'indagine non ho mai avuto una linea morbida. E lo confermano i miei servizi giornalistici messi in onda quotidianamente contro la mala gestione amministrativa. Il sindaco di Borgetto, fra l'altro, si è costituito parte civile in un processo di diffamazione nei miei confronti». Infine, per quanto riguarda «l'altra ipotesi su posti di lavoro per miei familiari in cambio di favori, è tutto falso. Tutta la mia famiglia è disoccupata».

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