Yara, Bossetti: 'Io innocente, non cedo'
GIUSTIZIA 22 Aprile Apr 2016 1707 22 aprile 2016

Yara, i giudici respingono le perizie

La Corte d'Assise di Bergamo ha deciso che il processo deve proseguire. La sentenza potrebbe arrivare a metà giugno. Acquisita la corrispondenza tra Bossetti e un'altra detenuta del carcere.

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I giudici della Corte d'Assise di Bergamo hanno detto no alle richieste di perizia sul Dna e sull'allineamento delle telecamere di sorveglianza chieste dalla difesa di Massimo Bossetti, imputato per l'omicidio della ragazza. Il processo pertanto prosegue.
FORSE LA SENTENZA A METÀ GIUGNO. Il 13 maggio prenderà la parola il pm Letizia Ruggeri, poi la parte civile e i difensori in un calendario che si conclude il 10 giugno. Dopodiché è prevista la Camera di consiglio. La sentenza potrebbe arrivare a metà giugno.
SUPERFLUO L'ACCERTAMENTO SUL VIDEO. I magistrati ritengono «non decisivo ogni ulteriore accertamento» sul punto nell'ambito del dibattimento. È stato invece definito «superfluo» l'accertamento chiesto dalla difesa sulle telecamere che avrebbero ripreso il furgone di Bossetti il giorno della scomparsa di Yara.
ACQUISITA LA CORRISPONDENZA DI BOSSETTI. Come da richiesta dei difensori, i giudici della Corte hanno stabilito che debba essere acquisita l'intera corrispondenza tra il muratore di Mapello e una detenuta del carcere di Bergamo che si chiama Gina. Il pm aveva chiesto l'acquisizione solo di alcune delle missive ma i difensori hanno chiesto entrino nel processo tutte quante perché queste vanno «contestualizzate». Alcune delle lettere contengono passaggi giudicati dall'accusa scabrosi e con riferimenti alle ricerche a sfondo pornografico contenute nei computer sequestrati all'imputato. Secondo la difesa, invece, il contenuto delle lettere non ha alcuna attinenza con quelle ricerche.
LA DIFESA: SUL DNA RIMANE IL DUBBIO. Gli avvocati di Bossetti, Claudio Salvagni e Paolo Camporini, ritengono che si debbano «attendere le motivazioni per le quali la Corte ha ritenuto che non fosse decisiva una perizia sul Dna» ma intendono dare una «lettura positiva» della decisione dei giudici. «Dal nostro punto di vista noi la leggiamo come una impossibilità da parte dei periti di portare un risultato diverso rispetto a quello dei consulenti: il che significa che quel dubbio rimane, come ha già deciso un tribunale del Riesame e la Cassazione ha riconosciuto l'onestà intellettuale di questi giudici, ma essendo giudice di legittimità, non è entrata nel merito».

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