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GIALLO 26 Aprile Apr 2016 1536 26 aprile 2016

Giulio Regeni, arrestato in Egitto un consulente della famiglia

Arrestato Ahmed Abdallah. È il presidente di una ong per i diritti umani.

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Ahmed Abdellah, consulente della famiglia Regeni arrestato il 26 aprile 2016.

A tre mesi di distanza dalla scomparsa di Giulio Regeni, il giallo del giovane ricercatore italiano ucciso in Egitto continua a riempirsi di nuove pagine.
Il 25 aprile è stato arrestato al Cairo, il dottor Ahmed Abdallah, presidente del consiglio d'amministrazione della Commissione egiziana per i diritti e le libertà (Ecrf), una ong che sta facendo da consulente ai legali della famiglia Regeni.
I parenti del ricercatore si sono detti «angosciati» per la notizia, esprimendo «preoccupazione per la recente ondata di arresti in Egitto ai danni di attivisti per i diritti umani, avvocati e giornalisti anche direttamente coinvolti nella ricerca della verità circa il sequestro, le torture e l'uccisione di Giulio».
«PROMOZIONE AL TERRORISMO». Tra le persone arrestate in Egitto figurano «la nota attivista Sanaa Seif, l'avvocato Malek Adly e Ahmed Abdullah, presidente della Commissione egiziana per i diritti e le libertà, l'organizzazione non governativa per i diritti umani che sta offrendo attività di consulenza ai legali della famiglia di Giulio Regeni», ha sottolineato Amnesty International, secondo cui «Ahmed Abdullah è stato prelevato nella sua abitazione nella notte tra il 24 e il 25 aprile dalle Forze speciali. È accusato di istigazione alla violenza per rovesciare il governo, adesione a un gruppo 'terroristico' e promozione del 'terrorismo'».
ALMENO 238 ARRESTI NEL PAESE. Secondo Amnesty, sono almeno 238 le persone, tra cui attivisti e giornalisti locali e stranieri, arrestate in varie città dell'Egitto il 25 aprile, giorno in cui si celebra il ritiro nel 1982 di Israele dalla penisola del Sinai.
«Il massiccio spiegamento di forze e mezzi di sicurezza», ha sottolineato l'associazione, «ha di fatto impedito lo svolgimento delle manifestazioni pacifiche indette per protestare contro la cessione di due isole del mar Rosso all'Arabia Saudita, una decisione che secondo molti gruppi della società civile egiziana è stata presa in modo incostituzionale e privo di trasparenza».
ALTRI 90 ARRESTI TRA IL 21 E IL 24 APRILE. Secondo Amnesty, almeno altre 90 persone erano state arrestate tra il 21 e il 24 aprile. Gli arrestati dovranno rispondere di varie accuse, tra cui reati contro la sicurezza nazionale e violazioni della legge antiterrorismo e della legge sulle proteste.
Il 22 aprile era stato arrestato Haytham Mohammedein, avvocato e portavoce del Movimento rivoluzionario socialista. «È stato tenuto bendato durante gli interrogatori», si aggiunge, «e portato dopo più di 24 ore di fronte a un giudice, che ne ha convalidato la detenzione per altri 15 giorni con le accuse di 'adesione al gruppo fuorilegge della Fratellanza musulmana', 'tentativo di rovesciare il governo' e 'convocazione di proteste contro la ridefinizione della frontiera marittima del paese'».
Amnesty International ha sollecitato le autorità egiziane a rispettare il diritto di manifestazione pacifica e la libertà di espressione e a rilasciare tutte le persone arrestate per aver manifestato in forma pacifica.

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