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STORIE 29 Aprile Apr 2016 1409 29 aprile 2016

Crotone in serie A: occasione di riscatto senza retorica

La provincia calabrese ha il record italiano di disoccupazione. Per qualità della vita è scesa di 9 posizioni nel 2015. La promozione è una vetrina irripetibile. In attesa della sentenza sui beni del presidente Vrenna.

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Emanuela è una giovane mamma di Crotone. Il suo post, pubblicato su Facebook, ha il dono della sintesi e dell'ironia: «Siamo tutti d'accordo. Il Crotone in A non risolverà nessun problema. Però, cavolo, lasciateci almeno la felicità. Vi promettiamo solennemente che dopo i festeggiamenti chineremo il capo e rifletteremo su quanto siamo caproni, ignoranti, sporchi, venduti e vota-Pd. Rimanere in B, quello sì che ci avrebbe fatto un gran bene. Oibò».
UNA FESTA SENZA RETORICA. Il messaggio è chiaro. Tiene insieme le contraddizioni di una città che ha raggiunto uno storico traguardo sportivo, la promozione in serie A, e vuole goderselo fino in fondo. Senza nascondere, però, tutto il resto sotto al tappeto. Finora, tra le squadre calabresi, soltanto Catanzaro e Reggina erano riuscite a raggiungere la massima serie. Un risultato che per Crotone assume, allo stesso tempo, il valore simbolico di un'opportunità irripetibile, al netto di ogni retorica.
UN GIRO IN PRIMA CLASSE. I numeri della squadra li ha raccontati Fulvio Paglialunga su Undici. Nella piccola città calabrese, che conta poco più di 60 mila abitanti, enormi 'A' campeggiano sulle facciate dei palazzi. Striscioni, bandiere e sciarpe sono appese da settimane alle ringhiere dei balconi. Il palazzo del Comune, in piazza della Resistenza, è stato dotato di un gigantesco vessillo, mentre in piazzale Ultras, vicino al lungomare, i tifosi hanno seguito al maxischermo la partita contro il Modena. Militare nella stessa categoria di Juventus, Roma, Inter e Milan significa non essere più relegati tra i paria d'Italia, almeno per quanto riguarda il pallone.
SULLE NOTE DI RINO GAETANO. Le citazioni di Rino Gaetano, che a Crotone è nato nel 1950, accompagnano il rito di passaggio: A mano a mano, dove la A sta naturalmente per serie A; oppure il verso «Se mai qualcuno capirà, sarà senz'altro un altro come me», di Ad esempio a me piace il Sud. Il punto è proprio questo: per capire cosa significa per il Crotone e per Crotone andare in serie A, non è necessario aver trascorso l'adolescenza «a Las Vegas». Da non intendersi come la nota città degli Stati Uniti, bensì come la piccola sala giochi nei pressi del corso principale che negli Anni 90 e primi Duemila è stata luogo di ritrovo fisso della gioventù crotonese (ha chiuso qualche tempo fa). Basta dare uno sguardo alle classifiche nazionali. Per trovare Crotone, bisogna guardare sempre tra gli ultimi posti.

  • Ad esempio a me piace il sud, brano di Rino Gaetano contenuto nell'album Ingresso libero del 1974.


QUALITÀ DELLA VITA: INDIETRO DI 9 POSIZIONI. La classifica del Sole24Ore sulla qualità della vita, per l'anno 2015, colloca la provincia all'89esimo posto su 110, indietro di nove posizioni rispetto al 2014. Nelle sottocategorie Servizi&Ambiente e Tempo libero, Crotone è ultima in assoluto. Significa che parametri come il numero di asili rispetto alla potenziale utenza, l'indice di qualità ambientale elaborato da Legambiente, il tasso di emigrazione sanitaria sono tutti decisamente negativi. Lo stesso vale per il numero di librerie, le presenze agli spettacoli, la spesa dei turisti stranieri e il numero delle sale cinematografiche.
LA PROVINCIA PIÙ DISOCCUPATA D'ITALIA. Nella classifica dei Comuni italiani per reddito medio pro capite dichiarato nel 2014, Crotone occupa il posto numero 4.420, un gradino sopra Alano di Piave, in provincia di Belluno, che però ha un ventesimo dei suoi abitanti. Il record peggiore è quello che riguarda la disoccupazione. Secondo i dati Istat relativi al 2015, la provincia crotonese ha il tasso di disoccupazione più alto d’Italia, pari al 31,46%. La deindustrializzazione, con la dismissione della Enichem e della Pertusola Sud, ha colpito duramente un territorio che cerca faticosamente di rilanciarsi con il turismo e sta ancora cercando una nuova identità. Fare un giro in serie A, poter sfruttare la vetrina nazionale offerta dal calcio, anche da questo punto di vista è un'occasione irripetibile.
L'AEROPORTO CHE RISCHIA LA CHIUSURA. Il rientro della squadra da Modena è previsto per le ore 13 di sabato 30 aprile, con un volo da Bergamo. I trasporti sono un altro punto dolente. L'aeroporto, in località Sant'Anna, rischia la chiusura a ottobre. Di fronte c'è il centro d'accoglienza per migranti, uno dei più grandi (e discussi) d'Italia. La RyanAir ha chiesto al governo di annullare l'aumento della tassa municipale per i passeggeri degli aeroporti italiani, passata da 6,5 a 9 euro, minacciando in caso contrario la chiusura delle basi di Alghero e Pescara, e l'interruzione dei voli a Crotone. Le alternative per raggiungere la città sono poche. Le Ferrovie hanno abbandonato quasi del tutto le comunicazioni sulla litoranea jonica e alle poche carrozze rimaste, con motore diesel, i crotonesi hanno affibbiato il nome di «littorine», coniato dal fascismo nel 1933. Restano gli autobus delle autolinee Romano, che gli studenti universitari e gli emigrati al Nord conoscono bene. Per seguire il Crotone in trasferta, in ogni caso, ci si arrangia anche con il car sharing.


IL PROGETTO DI UN NUOVO STADIO. Per giocare in serie A il Crotone dovrà ammodernare il suo stadio, l'Ezio Scida, che porta il nome del capitano rossoblù morto giovanissimo nel 1946 in un incidente stradale. La Ss Crotona, antenata del Crotone Fc, naque nel 1910 e all'epoca le partite si giocavano al campo sportivo della Marinella, in terra battuta, vicino al lungomare. Nel 1945, a guerra finita, alla presidenza della società arrivò Silvio Messinetti, che resterà in sella fino al 1965. Messinetti, sindaco della città e deputato del Partito comunista per quattro legislature, sfiorò subito la promozione in serie B nella stagione 1946-47, ma la squadra fu sconfitta agli spareggi da Messina e Reggina. Il progetto di ampliamento dello stadio, che conta attualmente meno di 10 mila posti e dovrebbe arrivare fino a 16 mila, prevede la sistemazione della tribuna scoperta e la realizzazione di una nuova recinzione tra il campo e gli spalti, seggiolini in curva Sud e curva Nord e la costruzione di nuovi spogliatoi. La seconda fase, prevista tra giugno e settembre 2017, prevede l'adeguamento della tribuna coperta, con l'aumento dei posti a sedere.
LA DDA CHIEDE IL SEQUESTRO DEI BENI DEL PRESIDENTE. Sul futuro della squadra pende una sentenza della Corte d'Appello di Catanzaro. I pubblici ministeri della Direzione distrettuale antimafia hanno infatti chiesto il sequestro dei beni del presidente Raffaele Vrenna, quote di controllo del Crotone Fc comprese, per un valore complessivo di circa 800 milioni di euro. Le attività imprenditoriali di Vrenna vanno dalle costruzioni allo smaltimento dei rifiuti. Il Tribunale di Crotone ha rigettato la richiesta, la Dda ha fatto ricorso. Vrenna ha preso in mano il club nei primi Anni 90, rifondandolo dopo il fallimento del 1991 che ne aveva provocato l'esclusione dai campionati della Figc. Per i magistrati di Catanzaro, Raffaele Vrenna e suo fratello Giovanni sono «socialmente pericolosi» e sono «imprenditori attigui al fenomeno mafioso, per essersi sin dalla genesi della loro attività accordati con le consorterie criminali e segnatamente con quella denominata Vrenna-Corigliano-Bonaventura». Per il Tribunale di Crotone, invece, sono vittima dei clan.
ASSOLTO DALL'ACCUSA DI CONCORSO ESTERNO. Nel 2006 Raffaele Vrenna è stato accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Condannato in primo grado, successivamente è stato assolto. Gli viene contestato di aver continuato a gestire le sue imprese anche tra il 2008 e il 2011, quando le aveva affidate a un trust dopo l’arresto. Un trust a capo del quale c'era un magistrato, Franco Tricoli, ex procuratore capo di Crotone, da poco in pensione all'epoca dei fatti. Sulla base delle stesse indagini che hanno portato la Dda di Catanzaro a chiedere le misure di prevenzione, la procura ha chiesto il rinvio a giudizio del presidente Vrenna e dell’ex magistrato, accusato di aver fatto da prestanome.
IL PROCURATORE BOMBARDIERI: «NO COMMENT». Il procuratore Giovanni Bombardieri, che ha firmato la richiesta delle misure di prevenzione, con assoluta professionalità non commenta l'impatto che un eventuale accoglimento potrebbe sortire, anche sul destino del Crotone calcio. Raggiunto da Lettera43.it prima della partita contro il Modena, ha dichiarato: «Abbiamo fatto appello alla decisione del Tribunale di Crotone e aspettiamo la Corte d'Appello. Noi ci occupiamo di procedimenti e processi, parliamo attraverso gli atti. Commenteremo gli esiti della decisione quando la Corte d'Appello si sarà pronunciata».
ASPETTANDO GRATTERI. Tra pochi giorni, al vertice della Dda di Catanzaro, arriverà Nicola Gratteri. «Un segnale importante», dice Bombardieri. L'augurio è che, con la sua nomina, arrivino anche gli auspicati rinforzi sul fronte della lotta alla 'ndrangheta, la piaga numero uno dell'intera regione. «Il distretto di Catanzaro è il terzo più vasto del Meridione, comprende sette tribunali e copre quattro province, tutte ad alta infiltrazione da parte del crimine organizzato, con le cosche di Cutro, Isola Capo Rizzuto, Crotone e Vibo Valentia», spiega Bombardieri. La Dda, pur ottenendo importanti risultati, è sottodimensionata. Può contare su sei sostituti procuratori e due procuratori aggiunti. Un numero che Bombardieri giudica «inadeguato per combattere la 'ndrangheta». La speranza è che la promozione in serie A di una squadra calabrese si riveli un'occasione di riscatto. Chissà che non possa esserlo anche su questo fronte.

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