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POLEMICHE 30 Aprile Apr 2016 1946 30 aprile 2016

Antimafia, Orlando all'attacco di Confindustria

«Il potere mafioso-industriale su acqua, energia e rifiuti». E gli industriali querelano. 

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Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando e il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il potere mafioso è fatto di acqua, rifiuti ed energia. Quello che pronuncia il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, nel giorno del ricordo di Pio La Torre, il segretario del Pci siciliano ucciso dalla mafia, è un attacco durissimo. «I veri grumi del potere affaristico-politico-mafioso oggi si concentrano su acqua, rifiuti ed energia. È la versione contemporanea di quello che un tempo era il sistema di potere cianciminiano», ha detto il sindaco di Palermo, intervenendo la mattina del 30 aprile alla cerimonia di commemorazione. Orlando ha puntato il dito contro i rischi di «gestioni private e scellerate di cosiddetti confindustriali antimafiosi» ed ha poi ribadito la necessità di portare avanti le battaglie per la legalità avviate da La Torre «che devono proseguire, oltre e nonostante i troppi antimafiosi di facciata».
BINDI: PRONTI AD ASCOLTARLO. «In commissione Antimafia esporrò quanto più volte denunciato anche come Anci Sicilia, nel settore dell'acqua, dei rifiuti, dell'energia alla commissione parlamentare sulle Ecomafie, all'Anac e formalizzato alla procura», ha proseguito Orlando. «Da due anni ripeto che in Sicilia siamo in uno stato di calamità istituzionale» nella gestione idrica, elettrica e dei rifiuti.
La presidente della commissione antimafia Rosy Bindi si è detta decisa a convocare il primo cittadino: «Lo ascolterò in commissione antimafia. Ha fatto riferimento a compiacenze precise: queste sono affermazioni importanti per le nostre inchieste».
Confindustria Sicilia e Confindustria Palermo, invece, hanno reagito dando mandato ai propri legali dicitare in giudizio il sindaco per diffamazione aggravata.
CONFINDUSTRIA: INCAPACE A GOVERNARE. Le associazioni degli industriali in una nota congiunta dicono che «Orlando Cascio è già stato condannato in sede penale e civile per condotte diffamatorie specifiche e reiterate, nonché per oltraggio a pubblico ufficiale. Leggere le bieche dichiarazioni nel giorno della commemorazione di Pio LaTorre e di Rosario Di Salvo da parte di Orlando Cascio testimonia il livello d'impudenza e arroganza, priva di freni inibitori tali da non farsi scrupoli a usare per proprio tornaconto un evento di tale portata».
E ancora, prosegue la nota: «Creare sistematicamente polveroni e chiacchiere come da sempre ha fatto Orlando Cascio per coprire la sua incapacità a governare, appartiene a una sottocultura tipica dei regimi di matrice fideistica. Ci chiediamo da ultimo a chi è funzionale sventolare ai quattro venti il contenuto delle denunce depositate in Procura? Prendiamo atto che Orlando Cascio preferisce, a proposito di Ciancimino, continuare a tacere rispetto alle circostanziate e dettagliate denunce del magistrato Alberto Di Pisa dello scorso 4 gennaio 2016».

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