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CASO DIPLOMATICO 2 Maggio Mag 2016 1336 02 maggio 2016

Marò, Girone in Italia durante l'arbitrato

Dopo quattro anni in India, il fuciliere rientrerà in patria. La decisione de L'Aja.

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Massimiliano Latorre e Salvatore Girone.

Salvatore Girone sta per tornare libero. Il marò che dal gennaio del 2013 vive recluso nell'ambasciata italiana a New Delhi, con l'accusa di aver ucciso due pescatori indiani scambiati per pirati, sarà in Italia durante l'arbitrato.
A deciderlo è stato il Tribunale dell'Aja, accogliendo la richiesta italiana e invitando le parti a concordare le modalità del rientro in patria. L'ordinanza dovrebbe essere resa pubblica il 3 maggio, ma la Farnesina ha già confermato la notizia.
Girone può dunque rientrare in Italia, dove già da tempo si trova il collega Massimiliano Latorre, che il 26 aprile ha ricevuto il definitivo placet della Corte suprema indiana per poter restare in patria, dove era rientrato a causa di problemi di salute.
«La Farnesina informa che il tribunale arbitrale istituito a L'Aja ha oggi anticipato la propria decisione che il Fuciliere di Marina Salvatore Girone faccia rientro in Italia fino alla conclusione del procedimento arbitrale, avviato dal governo il 26 giugno 2015», si legge su una nota ufficiale pubblicata dal ministero degli Affari esteri.
CONDIZIONI DA CONCORDARE CON L'INDIA. «Le condizioni del rientro saranno concordate tra Italia e India».
L'Italia vede così prevalere la linea esposta il 30 marzo, alla prima udienza all'Aja, quando fu l'ambasciatore Francesco Azzarello a paventare il richio che, davanti a un arbitrato lungo, Girone avrebbe rischiato di passare altri quattro anni lontano dalla sua famiglia senza nemmeno essere imputato in un processo.
Qualche giorno dopo il governo di New Delhi aveva aperto all'ipotesi, chiedendo in cambio all'Italia garanzie del fatto che Girone sarebbe tornato in India nel caso in cui l'arbitrato si fosse concluso con una decisione in questo senso. L'Italia aveva già chiesto a L'Aja di provvedere a stabilire delle condizioni che rassicurassero la controparte, come l'obbligo di consegna del passaporto alle autorità italiane.
«UN PRIMO PASSO VERSO L'OBIETTIVO». La Farnesina ha incassato la decisione dell'Aja come un primo passo per ottenere l'obiettivo di riportare definitivamente il caso in Italia. «Il governo ha lavorato per sottoporre l'intera vicenda all'arbitrato internazionale e, in questo quadro, riportare a casa i due fucilieri di Marina. L'ordinanza annunciata apre la strada a questo risultato», è scritto nella nota ufficiale del ministero. «Si tratta quindi di una buona notizia per i due fucilieri, le loro famiglie e per le ragioni sostenute dal governo e dai nostri legali. Il governo conta su un atteggiamento costruttivo dell'India anche nelle fasi successive e di merito della controversia».
Ora il tribunale de L'Aja è chiamato a decidere a quale dei due Stati spetti la giurisdizione sulla vicenda, a capire se il fatto sia avvenuto in acque territoriali indiane o internazionali.
Intanto, per ora, c'è la gioia della famiglia di Girone: «Se la notizia è vera sono strafelice», ha detto Michele, padre del militare, «è una notizia meravigliosa. Adesso devo sentire mio figlio e mia nuora per accertare se è vera».

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