Tra gli arrestati Abderrahim Moutaharrik, campione di kickboxing.
INTERROGATORIO 2 Maggio Mag 2016 1357 02 maggio 2016

Terrorismo, il pugile arrestato: «In Siria solo per aiutare i bimbi»

Moutaharrik, accusato di presunti legami con l'Isis, dà la sua versione: «Mai pensato a un attentato».

  • ...

Accusato di essere pronto ad andare in Siria con l'intenzione di preparare un attentato per colpire l'Italia, Abderrahim Moutaharrik, uno degli arrestati per sospetti legami con lo Stato islamico, ha respinto ogni accusa, spiegando di essere mosso, a suo dire, da ben altri fini.
«Vedendo le immagini dei bambini martoriati volevo andare in Siria ad aiutare la popolazione, non arruolarmi nell’Isis». si è difeso davanti al gip Manuela Cannavale l’operaio-pugile, sostenendo che non avrebbe mai organizzato un attentato in Italia,dove vive da 16 anni.
«IN ITALIA DA 16 ANNI». Come ha riferito il suo avvocato al termine dell’interrogatorio, Moutaharrik e sua moglie Salma non hanno risposto in particolare su presunti progetti di attentati a Roma e al Vaticano, in quanto il giudice non ha posto la domanda specifica. «Però» - ha aggiunto il legale - «sono in Italia da 16 anni, sono cresciuti qui e si sono integrati e hanno spiegato che mai avrebbero fatto seriamente male a qualcuno».
«FRASI CONTESTUALIZZATE». Il difensore, rispondendo ad alcune domande sulle intercettazioni, ha affermato che i suoi assistiti non hanno negato di aver detto quelle frasi ma «hanno precisato che vanno lette in un contesto più ampio e che dal dire al fare c’è differenza».
Riguardo alle espressioni di ammirazione per il fratello Khachia, morto martire, hanno spiegato che «è una figura che per il Corano riveste una certa importanza. Nei loro discorsi non hanno esaltato l’attentatore, ma il martire». A detta del legale inoltre i due, «disperati in quanto pensano a due loro figlioletti di due e quattro anni, ora affidati ai nonni, hanno ammesso di avere avuto rapporti con persone che però non erano direttamente collegate con l’Isis, alle quali avevano chiesto il nulla osta, la tazkia, per entrare in Siria, dove volevano andare ad aiutare la popolazione».

Correlati

Potresti esserti perso