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TENSIONE 7 Maggio Mag 2016 1610 07 maggio 2016

Brennero, scontri tra polizia e manifestanti

Guerriglia tra black bloc e polizia al corteo contro il muro anti-migranti. Feriti 18 agenti, 14 i fermi. Vienna: «Se l'Italia fa i compiti niente barriere». Foto.

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L'avevano annunciato e l'hanno fatto. Circa 500 tra black block ed anarchici sono giunti il 7 maggio pomeriggio al Brennero per manifestare contro la chiusura del confine.
Volti coperti, vestiti di nero, provenienti da tutta Europa, i rappresentanti del movimento «No Borders» appena scesi dai treni si sono diretti verso il confine austriaco.
E subito sono iniziati gli scontri con un attacco diretto alle forze di polizia al Brennero. I manifestanti hanno lanciato bengala ed oggetti esplodenti.
18 AGENTI FERITI, DISTRUTTA UN'AUTO DELLA POLIZIA. Alla fine 18 membri delle forze dell'ordine (15 poliziotti e tre carabinieri) sono rimasti feriti. Nessuno grave, la prognosi è di alcuni giorni. Sono stati aggrediti anche alcuni cronisti. Distrutta anche un'auto della polizia. Tra i manifestanti 14 persone (nove italiani e tre stranieri, di cui due ragazze austriache e un tedesco) sono state fermate dagli agenti.
Dopo il primo attacco alle forze di polizia, i manifestanti si sono dispersi nel paesino. Un gruppo ha raggiunto e occupato i binari nei pressi della stazione ferroviaria per ostacolare lo sblocco dello snodo da parte delle forze dell'ordine italiane e austriache. Incalzati dalle forze dell'ordine i manifestanti hanno lasciato i binari e si sono diretti verso l'autostrada A22 che corre parallela. La pressione delle forze dell'ordine, munite anche di idranti, ha permesso lo sgombero delle vie di comunicazione.

Sobotka: «Al Brennero non ci sarà nessun muro e il confine non verrà chiuso»

Black block ed anarchici si sono incontrati davanti alla stazione alle 14.30 del 7 maggio e poi hanno cominciato a marciare verso l'Austria, nonostante il neo ministro degli interni austriaco Wolfgang Sobotka avesse già annunciato che «al Brennero non ci sarà nessun muro e il confine non verrà chiuso».
Intervenendo in mattinata al congresso della Svp a Merano, il ministro Sobotka aveva cercato infatti di smorzare la polemica sulla costruzione della barriera al confine con l'Austria: «Se l'Italia fa i suoi compiti non ci sarà neanche bisogno dei controlli», ha spiegato.
Sobotka ha ricordato il grande numero di richiedenti asilo accolti nel 2015 dall'Austria. «Se la Germania può controllare verso l'Austria, non si capisce perché l'Austria non possa fare lo stesso verso l'Italia», ha aggiunto.
PIENO SOSTEGNO AL PIANO RENZI. Sulla questione migranti, Vienna ha così deciso di aprire un dialogo preferenziale con l'Italia, sinora considerata «C'è pieno sostegno dell'Austria per il piano Renzi. Dobbiamo infatti creare le infrastrutture e le misure necessarie in Libia e negli altri Paesi di partenza», .
Dopo aver negato che i lavori al Brennero abbiano scopi elettorali, Sobotka ha poi rivolto un messaggio alle istituzioni europee: «Auspico che la Commissione europea ci metta lo stesso impegno per l'emergenza migranti che ha dimostrato per questioni economiche».
Una rassicurazione quella del ministro austriaco che non è servita però ad annullare la manifestazione promossa sul web dai circoli anarchici del Trentino Alto Adige, che in un volantino, sul quale è raffigurato un militante con una mazza, chiedono l'abbattimento dei confini.

Alfano: «Lavoreremo così bene alle frontiere che non ci sarà bisogno di barriere»

Se le dichiarazioni sul Brennero del ministro degli Interni austriaco non sono servite a cancellare la manifestazione degli anarchici, sono state accolte positivamente dal governo italiano che le ha definite: «Il frutto del nostro lavoro e la conferma di quello che avevamo già concordato dieci giorni fa», ha detto il ministro dell'Interno Angelino Alfano ricordando l'incontro col collega austriaco.
«Gli ho dato la prova che sprecherebbero i soldi che stanno impiegando per costruire le attività preparatorie di una eventuale barriera. Saranno soldi sprecati gli ho detto perchè noi nel frattempo lavoreremo così bene alle frontiere che non ce ne sarà più bisogno».
NO ALLA POLITICA DEL LASCIAPASSARE. Una dichiarazione in linea con quanto sostenuto da Sobotka durante il dibattito a Merano: «Il ministro Alfano mi ha assicurato che l'Italia registrerà tutti i migranti e che non ci sarà più la politica del lasciapassare».
L'Austria, nei primi mesi di quest'anno, «ha registrato il 38% di ingressi in più in confronto allo stesso periodo del 2015. Inoltre la Baviera ha respinto 3500 migranti verso l'Austria», ha ricordato Sobotka.
Il ministro ha poi difeso il tetto di richieste di asilo e la politica dei rimpatri volontari.
«L'Austria deve sapere chi entra e controllando gli arrivi evita situazioni estreme e pericolose come alloggi per profughi in fiamme», ha detto portando l'esempio dei controlli già in atto verso l'Ungheria, dove le macchine in transito vengono controllate.
CONTROLLARE I CONFINI, NON CHIUDERLI. «Controllare i propri confini non significa chiuderli», gli ha fatto eco la ministra bavarese, Emilia Müller, intervenendo al congresso della Svp a Merano. Müller ha ricordato che nel 2015 la Germania ha accolto 1,1 milioni di persone e che la Baviera da sola ha dato alloggio a 155 mila profughi.
«Lo scorso settembre alla stazione di Monaco arrivavano ogni giorno tra le 8 e le 10 mila persone. È chiaro che non potevamo andare avanti così», ha detto Müller.

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