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EMERGENZA 9 Maggio Mag 2016 1347 09 maggio 2016

Canada, l'incendio in Alberta in sette punti

L'estensione, le cause, la durata prevista, i mezzi impiegati, il fattore riscaldamento globale, la questione energetica e le statistiche del passato: tutto ciò che bisogna sapere sul disastro di Fort McMurray.

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Macchine abbandonate a lato di una strada in Alberta.

Un vero e proprio Armageddon. Così è stato definito il disastroso incendio che da giorni sta devastando l'Alberta, ricca provincia occidentale del Canada. Un rogo di dimensioni enormi che sta divorando e seminando distruzione in un'area grande come Hong Kong e più estesa della città di New York.
I venti molto forti e il clima secco rendono ancor più difficile il lavoro dei vigili del fuoco e degli uomini della protezione civile, abituati a questo tipo di emergenze, ma in seria difficoltà davanti a una catastrofe di queste dimensioni.
L'ARRIVO DELLA PIOGGIA. Per fortuna, la situazione sembra aver raggiunto un punto di svolta. Il capo dei vigili del fuoco, Chad Morrison si è detto «molto contento» degli ultimi sviluppi climatici: il calo delle temperature e una lieve pioggia fanno sperare di portare l'incendio almeno in parte sotto controllo.
I timori peggiori riguardavano i pozzi di petrolio a Nord Est di Fort Mc Murray, la città più colpita dalle fiamme, ma dalle ultime notizie sulle condizioni meteorologiche e sull'avanzare del fronte sembra che questa eventualità sia stata scongiurata. I venti hanno invece diretto le fiamme verso Sud Est.

1. Quanto è esteso l'incendio?

Il governo dell'Alberta ha stimato che l'incendio abbia consumato oltre 161 mila ettari di foresta (circa 1.610 chilometri quadrati). Una stima inferiore a quelle della settimana passata, ma che è destinata sicuramente a crescere.
Le fiamme hanno distrutto finora un quinto delle abitazioni di Fort McMurray, la città più colpita dal disastro, e oltre 100mila residenti sono stati evacuati. Circa 1.600 case ed altri edifici nella zona sono stati distrutti. Secondo quanto rivelato alla Cbc da un'analista della Bank of Montreal, l'incendio costerà agli assicuratori fino a 9 miliardi di dollari canadesi, pari a quasi 7 miliardi di dollari Usa.

  • Le fiamme si diffondono velocemente durante questa diretta.

Un parlamentare locale, David Yurdiga, ha dichiarato che ci vorranno anni prima che Fort McMurray torni alla normalità, e che è ancora troppo pericoloso per i residenti tornare nelle proprie case.
Il fumo dell'incendio è arrivato fino all'Iowa, negli Stati Uniti.

2. Come è nato?

Non è ancora noto se l'incendio sia stato provocato dall'uomo o se sia nato per cause naturali. Secondo alcuni scienziati specializzati nel settore, tuttavia, l'assenza di fulmini e fenomeni di carattere elettrostatico fanno pensare al fattore umano. Sono invece certi i motivi dietro a una così veloce espansione. Nei giorni precedenti il divampare delle fiamme, le condizioni meteorologiche a Fort Mc Murray – scarsissime precipitazioni, temperature particolarmente alte e venti forti – combinate insieme hanno creato lo scenario ideale per l'“incendio perfetto”.

  • In fuga dalle fiamme.

Queste condizioni, specialmente le alte temperature, sono parte di un processo che va avanti da un anno attribuibili a El Nino, il fenomeno climatico che provoca il riscaldamento delle acque del Pacifico centro-orientale. Nei mesi recenti il riscaldamento è ai livelli più alti dal 1997-1998.

3. Quanto può durare?

L'incendio è iniziato l'1 maggio nella zona intorno a Fort McMurray, e nonostante il recente miglioramento delle condizioni meteo, potrebbe continuare a lungo. Secondo le stime peggiori, le fiamme potrebbero continuare a bruciare porzioni di foresta per mesi.
INIZIATA LA FASE DI CONTENIMENTO. Il capo dei pompieri canadesi, Chad Morrison, ha dichiarato che se il meteo continua a essere clemente, sarà possibile entrare presto nella fase due, ovvero quella in cui viene contenuta l'espansione delle fiamme.



Ad ora, infatti, questo non è possibile nella maggior parte dei fronti nati dall'incendio. Le proporzioni del disastro, il tempo stimato perché la minaccia si esaurisca e i danni provocati in termini economici fanno di questa tragedia il più grave incidente naturale della storia del Canada.

4. Quanti mezzi sono impiegati?

Ci sono più di 500 pompieri in azione, con 15 elicotteri e 14 Canadair che buttano acqua sulle fiamme in continuazione.
La Russia ha offerto aiuto al governo di Justin Trudeau, dicendosi pronta a mandare immediatamente mezzi aerei per cercare di controllare l'incendio.

Un Ilyushin il-76 in azione.

È difficile dire se si tratti di una proposta sincera o di una mossa geopolitica, ma considerate le gelide relazioni tra i due Paesi, la mossa sembra più che altro propaganda politica.
Il ministro dell'energia russo ha dichiarato di essere pronto a inviare aerei del tipo Ilyushin il-76 – che possono trasportare 42 tonnellate di liquido anti-incendio – e uomini specializzati. Ottawa non ha ancora risposto.

5. Colpa del riscaldamento globale?

Secondo diversi studi e diverse ricerche, il riscaldamento globale è uno dei fattori all'interno dell'equazione che ha portato al disastro. A partire dal 1979, le stagioni degli incendi iniziano sempre prima, e nei primi quattro mesi di quest'anno la temperatura media della Terra è 1 grado sopra la media. Uno studio pubblicato a gennaio indica che le due cose sono collegate.
STAGIONE DEGLI INCENDI PIÙ LUNGA. L'autore, Dr. Mike Flannigan dell'università dell'Alberta non ha dubbi che il cambiamento climatico sia parzialmente responsabile per il disastro di Fort Mc Murray. «Questo coincide perfettamente con le nostre previsioni sull'aumento del rischio incendi per colpa dell'intervento umano sulla natura».
Più di un report prova che, oltre ad essersi allungata la stagione degli incendi, è anche aumentata la superficie media bruciata l'anno: la causa per tutti e due i fenomeni è imputabile al riscaldamento globale.

6. Il settore energetico in ginocchio

I territori dell'Alberta sono ricchi di petrolio in forma di sabbie bituminose (in inglese oil sands), rocce da cui si estrae un bitume simile al petrolio.
Tutte le compagnie energetiche della regione hanno chiuso per precauzione nella settimana passata, con una perdita di circa 1 milione di barili ogni giorno.

Circa la metà della produzione energetica del Canada in questo settore è fuori servizio, e alcuni oleodotti sono stati chiusi.
Il rischio che le fiamme si dirigessero verso i giacimenti hanno portato alla chiusura d'emergenza, ma per fortuna ultimamente le fiamme si sono dirette verso regioni prive di idrocarburi.

7. I numeri degli incendi in passato

Ogni anno, in media, sono più gli incendi causati dall'uomo rispetto a quelli sviluppatisi naturalmente. Tuttavia, i numeri di ettari consumati dalle fiamme nei disastri naturali sono significativamente più alti.


Incendi causati dall'uomo e dalla natura (Fonte: Maclean's).

  • Ettari di terreno bruciati per tipologia di incendio (Fonte: Maclean's).

L'Alberta ha generalmente tra i 1.000 e i 1.700 incendi all'anno. Natural Resources Canada stima che il numero complessivo a livello nazionale corrisponda a circa 8.300.

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