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FACCIAMOCI SENTIRE 9 Maggio Mag 2016 1243 09 maggio 2016

Donne in carriera, non abdicate al ruolo di madri

Un consiglio a quelle donne che stanno cercando di copiare tutti i difetti degli uomini nella professione e non solo: non dimenticate mai il grande compito che potete svolgere come mamme.

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Una mamma fotografata da Sandi Ford.

L‘8 maggio si è festeggiata l’annuale Festa della mamma. Tutti i media lo hanno ricordato, molti sollecitati anche dagli investimenti pubblicitari delle aziende per via degli evidenti interessi commerciali che la celebrazione comporta.
Quelli della mia generazione ricorderanno sicuramente la canzoncina Dolce Mammina, che più o meno recitava: «Bella, dolce, cara mammina, la più bella mammina... Andiam. A far la spesa andiam...». Una volta, infatti, l’attività principale di una donna era proprio quella di fare figli e di occuparsi poi della loro crescita e della loro educazione. Ancora oggi è cosi, ci mancherebbe altro, ma naturalmente con tempi e modalità diverse dal passato.
LE MAMME MODERNE SEMPRE OCCUPATE. Le donne moderne sono molto più occupate in quanto, sia per necessità sia per voglia di realizzazione personale, sono impegnate nelle professioni e molte famiglie non hanno ancora trovato un nuovo equilibrio che prevederebbe naturalmente un maggior impegno dell’uomo in attività che una volta erano quasi “monopolio” esclusivo femminile. È naturale, quindi, che per parafrasare la canzoncina già citata le mamme abbiano meno tempo per andare a fare la spesa con i propri figli e comunque meno tempo da dedicargli.
Oggi è molto più probabile che la maggior parte delle spese vengano fatte via internet o dalle donne di servizio che aiutano nelle faccende domestiche. Anche molte “tate” occupano spazi una volta dedicati prevalentemente alle mamme.
GLI UOMINI LATITANO NEI DOVERI FAMIGLIARI. Va poi detto che tanti uomini non hanno ricoperto nel frattempo alcuni spazi familiari che giustamente le donne non riescono più a occupare. Nel frattempo la natalità è diminuita mentre, invece, è aumentato il peso dei genitori anziani per via dell’invecchiamento della popolazione.
C’è poi da occuparsi anche degli animali domestici che hanno avuto una crescita esponenziale negli ultimi tempi. Per la gioia dei bambini e anche delle persone “diversamente giovani”.
Non so quanti sappiano infatti che in Italia ci sono circa 60 milioni di animali domestici (su 57 milioni di abitanti) di cui 34 milioni tra cani e gatti. Molte mamme si “sentono mamme” anche di questi nuovi componenti del nucleo familiare.

In tempi di uteri in affitto, la Festa della mamma ormai al tramonto

Una madre e suo figlio fotografati da Jade Beall.

Credo quindi di poter dire che attualmente si festeggia una mamma che per scelta o per obbligo interpreta il proprio ruolo in modo diverso rispetto al passato. Sia ben chiaro che da quando il mondo esiste uno dei suoi valori fondanti è il rapporto madre/figli e questo non muterà mai nel tempo. È solo l’interpretazione del ruolo che, naturalmente a mio avviso, è cambiato e cambierà ancora in futuro.
Qualche mese fa, per esempio, abbiamo assistito a una discussione molto accesa sulla fecondazione assistita. Nessuna intenzione da parte mia di entrare nel merito di un tema etico cosi importante e che sconta, come sappiamo, diverse sensibilità sull’argomento. Abbiamo visto il dibattito che si è scatenato quando il noto politico Niki Vendola ha annunciato la propria paternità attraverso una maternità surrogata ovvero attraverso un utero in affitto.
CHI FESTEGGERÀ IL FIGLIO DI VENDOLA? Pur non condividendo certe scelte, il tema che vorrei affrontare non è questo ma uno certamente più semplice e legato ancora alla Festa della mamma. Quando il figlio dell’onorevole Vendola sarà più grandicello quale mamma festeggerà? A chi canterà: «Bella dolce cara mammina, la più bella mammina...»? E per non farlo sentire a disagio aboliremo la ricorrenza anche per tutti gli altri?
Non si tratta di una mera provocazione in quanto nella Prima D della scuola elementare Coppino di Torino la Festa della mamma è già stata sostituita con la Festa di chi ti vuole bene. È la conferma che questa celebrazione potrebbe diventare probabilmente anacronistica in un futuro molto prossimo.
Sarebbe interessante, e a mio avviso degno di un giornalismo serio, affrontare questi temi con serietà ed equilibrio piuttosto che dedicare tempo a discutibili personaggi e altrettanto discutibili trasmissioni televisive che provocano solo un ulteriore decadimento dei valori della nostra società.
Ma tornando alla mamma, in futuro potremo continuare ancora a dire che: «Di mamma ce n’è una sola»? Non mi sembra cosi scontato.
Il rapporto madre/figli, pur sviluppandosi in modo diverso nelle varie fasi evolutive della vita, rimane immutato nel tempo. Il figlio o la figlia possono anche avere settanta anni ma se hanno ancora la fortuna di avere una mamma vivente e possibilmente in buona salute, questa continuerà a raccomandare di non prendere freddo, di fare attenzione a non so quante cose esattamente come avrebbe fatto decine e decine di anni fa.
IL RUOLO MATERNO RIMANE IMPORTANTISSIMO. E i figli? I figli dovrebbero festeggiare la mamma non solo la seconda domenica di maggio di ogni anno ma tutti i giorni. Soprattutto quando arriva la vecchiaia la mamma non dovrebbe essere considerata un ingombro ma le andrebbe restituito parte di tutto ciò che ha fatto per noi da quando ci ha messo al mondo.
Se potessi dare un consiglio a quelle donne che stanno cercando di copiare tutti i difetti degli uomini nella professione e non solo, gli direi di non dimenticare mai il grande ruolo che possono svolgere come madri.
La maternità è un compito naturale straordinario che secondo me vale molto di più ed è molto più nobile di moltissimi altri.
Il terzo millennio si è aperto all’insegna dei cambiamento e della volatilità. L’auspicio è che la volatilità non debba mai riguardare il valore rappresentato dalla figura della madre, della maternità e dell’influenza sociale delle madri su cui si basa la stessa celebrazione della Festa della mamma.
Tutti gli altri aspetti di interesse commerciale, mediatico e quanto altro è arrivato dopo e non potrà mai sostituire la forza del sentimento tra la mamma e la persona che essa stessa ha messo al mondo.

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