Cannabis 160509161209
SALUTE 9 Maggio Mag 2016 1550 09 maggio 2016

Sclerosi, difficile l'accesso ai farmaci a base di cannabis

L'allarme dagli esperti: prescrizioni per una sola confezione rendono complesso seguire la terapia. Il neurologo Diego Centonze a L43: «Le restrizioni solo in alcune regioni».

  • ...

Per i malati di sclerosi multipla ottenere farmaci a base di cannabinoidi, utili a controllare alcuni sintomi della malattia, può trasformarsi in un'odissea. Spesso, infatti, le difficoltà amministrative obbligano i pazienti a lunghe trasferte per ottenere la terapia. Oppure le prescrizioni non consentono di ottenere più di una confezione alla volta. La denuncia che arriva dagli esperti al convegno sui progressi terapeutici nella sclerosi multipla in Italia, tenutosi lunedì 9 maggio a Roma, presso la Biblioteca Spadolini del Senato.
70 MILA GLI ITALIANI COLPITI. La sclerosi multipla colpisce circa 70 mila persone in Italia, soprattutto 20-40enni, ed è la prima causa di disabilità nelle persone giovani. Ha un impatto economico elevato perché può avere un decorso molto lungo. La terapia si basa sul Nabiximols, uno spray orale autorizzato dall'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) nel 2013 in grado di controllare la disfunzione del controllo motorio che rende molto difficile, ad esempio, la deambulazione. Al momento è prescrivibile in una singola unità per volta presso le farmacie ospedaliere.
DETERMINANTI PER CONTROLLARE LA MALATTIA. Le conseguenze di queste difficoltà nell'accesso sono pesanti: seguire la terapia« è determinante per combattere la progressione della patologia», sottolinea Leandro Provinciali, presidente della società italiana di Neurologia, «purtroppo rispetto a farmaci di questo tipo scontiamo ancora un'arretratezza e un pregiudizio culturale. Sarebbe sensato autorizzare una dispensazione di tre confezioni per volta».
CENTONZE: «LE RESTRIZIONI SOLO IN ALCUNE REGIONI». «In alcune regioni il farmaco può essere acquistato solo nelle farmacie ospedaliere ed è lì che si possono riscontrare restrizioni», spiega a Lettera43.it il neurologo Diego Centonze dell'università Tor Vergata. Il problema, spiega il medico, è che dato che il budget a disposizione è limitato «si deve scegliere se dare la precedenza alle forniture di farmaci curativi, quali l'interferone, oppure a quelle di Nabiximols, che comunque è un sintomatico. E la scelta ricade per forza di cose sule prime». Cenzone precisa anche che non crede che limitare le prescrizioni sia davvero «un grosso problema, al limite è una scomodità».

Correlati

Potresti esserti perso