EMERGENZA 10 Maggio Mag 2016 0834 10 maggio 2016

Terrorismo, fermati a Bari jihadisti legati all'Isis

Progettavano attentati e avevano armi e immagini dei sopralluoghi nei luoghi da colpire. Un arresto anche a Milano. Nel mirino Bari, Roma e Londra. Tra le foto degli obiettivi anche il Colosseo. Foto.

  • ...

Dopo la serie di arresti in Lombardia, la cattura di un reclutatore di jihadisti e il fermo di tre presunti terroristi a Bari e Milano il 10 maggio ormai è chiaro: l'Isis ha messo anche l'Italia nel mirino.
Due persone sono state fermate nel capoluogo pugliese con l'accusa di far parte di una cellula terroristica legata allo Stato islamico. Secondo gli investigatori stavano progettando attentati in luoghi turistici, centri commerciali, porti e aeroporti (guarda le foto) a livello nazionale e internazionale. La cellula era composta da altri tre elementi. Uno è stato arrestato a Milano poco dopo, altri due sarebbero già partiti per l'Afghanistan.
«LEGATI ALL'ISIS». Secondo le indagini della Dda di Bari, i fermati farebbero parte di una associazione per delinquere con «finalità di terrorismo internazionale, in Italia e all'estero, realizzando anche nella penisola (oltre che in Francia, in Belgio) un'associazione criminale, costituente articolazione o comunque una rete di sostegno logistico di una organizzazione eversiva sovranazionale di matrice confessionale, funzionalmente collegata all'organizzazione terroristica internazionale denominata Isis, all'emirato Islamico dell'Afghanistan e di Al Qaeda».
SOSTEGNO AI FOREIGN FIGHTERS. Gli indagati avrebbero dato, inoltre, secondo l'accusa - «sostegno a soggetti disponibili a compiere azioni suicide o azioni combattenti nell'ambito di Paesi stranieri, ed in particolare in Iraq e Afghanistan con modalità di combattimento» nonostante «le peculiari e concrete situazioni fattuali facciano apparire certe ed inevitabili le gravi conseguenze in danno della vita e dell'incolumità fisica della popolazione civile, contribuendo a diffondere nella collettività paura e panico».
IL SELFIE DI UN TERRORISTA CON IL SINDACO. In manette sono finiti il 23enne afghano Hakim Nasiri, accusato di terrorismo internazionale, domiciliato presso il Cara (Centro di accoglienza per richiedenti asilo) di Bari-Palese, con lo status di protezione sussidiaria riconosciuto il 5 maggio 2016; e il 29enne afghano Gulistan Ahmadzai, accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, domiciliato presso Borgo Libertà a Cerignola (Foggia), con lo status di protezione umanitaria riconosciuto nel settembre 2011. Arrestato in un secondo momento a Milano il 24enne pakistano Zulfiqar Amjad, residente a Bari con lo status di protezione sussidiaria. L'uomo, bloccato nei pressi di Porta Romana, è accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.
Nasiri è stato fotografato insieme al sindaco di Bari, Antonio Decaro, durante la cosiddetta Marcia degli Scalzi del 10 settembre 2015. La manifestazione fu organizzata in tutta Italia e vi aderì anche la città di Bari, in segno di solidarietà e integrazione in favore dei cittadini immigrati.

Le immagini degli obiettivi nel materiale informatico

Le indagini sono partite il 16 dicembre scorso quando i Carabinieri sono intervenuti presso l'Ipercoop di Santa Caterina a Bari per la segnalazione di 4 stranieri sospetti. Uno di loro stava facendo un video del centro commerciale con il cellulare. Dall'analisi dei dati contenuti nel suo telefono, poi sequestrato, gli investigatori hanno trovato anche un video dell'area interna dell'aeroporto di Bari-Palese.
Tra le immagini trovate nei telefonini dei fermati ci sono foto e video di Bari, Roma e Londra. Compaiono anche il Circo Massimo e il Colosseo. Secondo la Dda, «l'organizzazione predisponeva, mediante la preventiva ispezione dello stato dei luoghi (anche con documentazione fotografica e video), attentati terroristici presso aeroporti, porti, mezzi delle forze dell'ordine, centri commerciali, alberghi, oltre che altri imprecisati attentati terroristici in Italia e Inghilterra».
FOTO DI MILITANTI TALEBANI. Ma non solo: immagini di armi, di militanti talebani, file audio scaricati dal web con preghiere, proseliti e indottrinamenti di matrice islamica radicale, video con tributi ai parenti e amici detenuti nel campo di prigionia di Guantanamo sono stati estrapolati dai telefoni dei fermati.
«La cellula terroristica - si legge nel provvedimento di fermo - diffondeva l'ideologia violenta della guerra santa e le tecniche di combattimento (manuali operativi, manuali di fabbricazione di esplosivi) mediante lo strumento di internet. Il cospicuo materiale informatico era in possesso dei prevenuti pronto per essere usato».
A BARI NEL MIRINO INFRASTRUTTURE E IPERCOOP. A Bari, durante i sopralluoghi degli jihadisti, sono stati immortalati Ipercoop, aeroporto e porto. A Londra il centro commerciale West India Quay, appartamenti, un cinema, un centro benessere, un ristorante e hotel di lusso. Secondo gli inquirenti baresi si sarebbe trattato di sopralluoghi finalizzati a progettare attentati.
Sul profilo facebook di uno dei destinatari del decreto di fermo emesso dalla Dda di Bari per terrorismo internazionale ma sfuggito alla cattura, Qari Khesta Mir Akhmazai, è stata trovata un'immagine di Sheikh Jalaluddin, ritenuto uno dei capi carismatici dello Stato Islamico operante nella provincia di Khorasan, rimasto ucciso in un raid aereo statunitense il 13 ottobre 2015 nel distretto di afghano di Mohmand Nangarhar Dara, al quale è intitolato anche un campo di addestramento in Afghanistan.
«All'interno del fotogramma - scrivono gli inquirenti nel decreto di fermo - è inserita una frase in lingua araba la cui traduzione testuale è 'vi esorto a ricordare ed avere rispetto per Sheikh Jalaluddin, uno Shaheed ucciso da un drone delle Forze occidentali e perciò morto per la Guerra Santa'».
«Di particolare rilevanza - sottolinea la Procura - è la gestualità del soggetto rappresentato nel fotogramma che, durante la sua esortazione, pone in essere la ritualità dell'al Tawhid (indice alzato a simboleggiare l'unicità di Allah) diventato il marchio del moderno Stato Islamico diffuso in tutto il Califfato».

Correlati

Potresti esserti perso