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LETTERA 13 Maggio Mag 2016 1313 13 maggio 2016

De Siervo: «La Corte costituzionale non ha vitalizi»

L'ex presidente della Consulta scrive a Lettera43.it: i giudici della Corte godono di pensioni che tengono conto anche del periodo trascorso alla Corte costituzionale (durante il quale hanno versato i contributi di legge).

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Egregio dott. Madron,

leggo una serie incredibile di notizie false nel vostro articolo odierno Vitalizi, i re sono i giudici sulla Corte costituzionale.
Vi prego pertanto di render noto quanto meno le seguenti informazioni:

1) I giudici della Corte non godono di vitalizi, ma di pensioni che naturalmente tengono conto anche del periodo trascorso alla Corte costituzionale (durante il quale hanno versato i contributi di legge);

2) Non vi è più 'il diritto a vita all'autista';

3) Non vi è mai stato un 'diritto a vita' alla foresteria;

4) La Presidenza della Corte non incide sulla pensione se non per la parte dei relativi contributi versati;

5) La legge 87 del 1953 è una legge ordinaria e non costituzionale;

6) La modifica di questa legge nel 2002 non ha assolutamente alzato del '50% lo stipendio del Presidente' della Corte, ma ha fissato nel 50% in più della retribuzione tabellare del Primo Presidente della Cassazione (che fa parte di diritto anche di alcuni rilevanti organi collegiali, in cui la sua partecipazione è compensata) la retribuzione dei giudici costituzionali, secondo il principio che essi devono non prender meno del Primo Presidente della Cassazione.

Aggiungo inoltre, a riprova della sommarietà dell'articolo, che i giudici costituzionali non hanno alcuna toga con pelli di ermellino (la vostra foto si riferisce a giudici della Cassazione) e che la foto di Grossi che pubblicate è in realtà quella di altri componenti della Corte.

Spero davvero che possiate correggere questo modo assurdo di fare cattiva informazione.

Buon lavoro

Ugo De Siervo, ex presidente della Corte costituzionale

Risponde l'autore dell'articolo Francesco Pacifico

Gentile presidente,

grazie per l'attenzione con cui ha letto il nostro articolo. Facciamo ammenda per le imprecisioni e pur rispettando il ruolo dell'organo che lei ha presieduto, resta il fatto che le modalità di calcolo previdenziale per i giudici della Corte costituzionale sono un privilegio che poche categorie di lavoratori possono vantare.
A maggiore ragione se consideriamo gli anni medi di attività di un componente della Corte. Lo dimostra anche quanto si spende per questo capitolo: 5,8 milioni di euro all'anno destinati a nemmeno trenta ex giudici. E questo avviene anche per il trattamento garantito dalla riforma del 2002, che come ha scritto l'ex responsabile per la Spending review, l'economista Roberto Perotti, fa sì che «negli USA siamo a circa un terzo della retribuzione italiana».

FP

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