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GIUSTIZIA 13 Maggio Mag 2016 1223 13 maggio 2016

ThyssenKrupp, il pg in Cassazione: «Condanne da annullare»

Il sostituto procuratore Filippi chiede un terzo processo per rideterminare le pene. Parenti delle vittime furiosi.

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Un'immagine d'archivio dello stabilimento delle Acciaierie ThyssenKrupp di Torino.

Una storia infinita.
In questo rischia di tramutarsi il processo per il rogo alla ThyssenKrupp di Torino, divampato nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007 e costato la vita a sette operai
Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Paola Filippi, ha chiesto di annullare le condanne per tutti e sei gli imputati del processo, per rideterminare le pene per i reati di omicidio colposo plurimo e per rivalutare il 'no' alle attenuanti per quattro degli imputati.
CHIESTO UN TERZO PROCESSO. Per il pg è dunque necessario un terzo processo di Appello. «Chiedo che la Cassazione annulli con rinvio la sentenza e la determinazione delle pene del reato di omicidio plurimo in riferimento' ai sei imputati Harald Espenhahn, Gerald Priegnitz, Marco Pucci, Daniele Moroni, Giuseppe Salerno e Cosimo Cafueri. Così ha parlato il procuratore generale durante l'udienza del processo, nella quarta sezione penale presieduta da Fausto Izzo.
LA PROTESTA DEI FAMILIARI. Dopo aver ascoltato le richieste della procura della Cassazione, i familiari sono usciti dall'aula in segno di protesta.
Alcune madri, sorelle e mogli sono scoppiate in lacrime. Altri hanno gridato «venduti» all'indirizzo dei giudici e sono stati invitati alla calma da carabinieri e poliziotti: «Siete dei venduti» - hanno urlato i parenti - «vergognatevi, non c'è giustizia per i nostri morti. Una vergogna».

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