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GIUSTIZIA 13 Maggio Mag 2016 1659 13 maggio 2016

ThyssenKrupp, la Cassazione conferma le condanne

Respinta la richiesta di un terzo processo inoltrata dal procuratore generale.

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Un'immagine d'archivio dello stabilimento delle Acciaierie ThyssenKrupp di Torino.

Respinta la richiesta del procuratore generale, viene scritta la parola fine alla vicenda giudiziaria seguita al tragico rogo divampato nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007 alla ThyssenKrupp di Torino e costato la vita a sette operai.
La Cassazione ha confermato le sei condanne dell'Appello bis nei confronti dei sei imputati. La pena più alta è di 9 anni e 8 mesi inflitta all'amministratore delegato Harald Espenhahn, quella più bassa, di 6 anni e 3 mesi per i manager Marco Pucci e Gerald Priegnitz.
Condannati inoltre gli altri dirigenti Daniele Moroni a 7 anni e 6 mesi, Raffaele Salerno a 7 anni e 2 mesi e Cosimo Cafueri a 6 anni e 8 mesi. È stato così confermato il verdetto della Corte d'Assise d'Appello di Torino del 29 maggio 2015.
«UNA VITTORIA PER LE VITTIME». «È una vittoria, una vittoria per noi e per tutte le vittime morte sul lavoro», hanno esultato le mamme, le sorelle e le mogli dei sette operai morti a causa del rogo. «Oggi ascoltando le richieste del pg abbiamo pianto di rabbia. Ora possiamo andare dai nostri ragazzi al cimitero e dire che finalmente c'è stata giustizia e ci sono pene severe, anche se il nostro dolore è per sempre».
IL PG CHIEDEVA UN TERZO PROCESSO. Il sostituto procuratore generale Paola Filippi aveva chiesto di annullare le condanne per tutti e sei gli imputati del processo, per rideterminare le pene per i reati di omicidio colposo plurimo e per rivalutare il 'no' alle attenuanti per quattro degli imputati.
Per il pg sarebbe stato necessario un terzo processo di Appello. Ma dopo aver ascoltato le richieste della procura della Cassazione i familiari erano usciti dall'aula in segno di protesta.
Alcune madri, sorelle e mogli erano scoppiate in lacrime. Altri avevano gridato «venduti» all'indirizzo dei giudici prima di essere invitati alla calma da carabinieri e poliziotti.

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