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ALLERTA 17 Maggio Mag 2016 1330 17 maggio 2016

Euro 2016, la Francia dichiara guerra ai droni

Intercettati e bloccati grazie alle onde radio. L'esperto Farneti: «Attacchi dal cielo? Non praticabili».

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Agenti di polizia presidiano lo Stade de France di Parigi.

Un'innovativa tecnologia anti-droni, per intercettare apparecchi che violino il divieto di sorvolo sopra gli stadi.
È solo l'ultima misura di sicurezza disposta dalle autorità francesi per prevenire il rischio di ipotetiche minacce dal cielo nel corso dei Campionati europei al via il prossimo 10 giugno.
A illustrarla è stato il capo della sicurezza, Ziad Khoury, che ha spiegato come questa tecnologia «interferirà con i droni prendendone il controllo» e sottolinenado che si tratta di una «misura dissuasiva mai utilizzata in un evento sportivo».
NO FLY ZONE IN 10 STADI. La 'no-fly zone' verrà dichiarata su tutti i 10 stadi del torneo e sui campi di allenamento delle 24 squadre partecipanti.
Un'ipotesi remota, tuttavia, quella di attacchi terroristici dal cielo, in considerazione della ridotta capacità di trasporto e del controllo a breve distanza di cui necessitano i droni in questione. Anche se persiste il pericolo riconducibile allo spargimento di sostanze chimiche nell'aria.
ONDE RADIO PER DISTURBARE IL VOLO. «Esistono già sistemi in grado di disturbare il volo dei droni attraverso l'utilizzo di onde radio che interferisono coi segnali GPS e del telecomando», spiega a Lettera43.it Martino Farneti, esperto in balistica forense con un passato pluritrentennale in polizia.
MINACCIA RELATIVAMENTE BASSA. «Una cabina di regia all'interno degli impianti sarà in grado di azionare il dsipositivo e intercettare così il sorvolo sugli stadi». In ogni caso, secondo Farneti, si tratta di una cautela necessaria ma non indispensabile, dato che «il rischio di attentati è decisamente maggiore attraverso altri strumenti». Qualora si riuscisse a installare una carica esplosiva su un drone e azionarla a distanza, inoltre, «l'esito di un'eventuale deflagrazione sarebbe in ogni caso circoscritto». Ciò non toglie che un loro utilizzo potrebbe comunque costituire elemento di disturbo, ricordando i fatti di Albania-Serbia, quando un drone con una bandiera pro Kosoco sorvolò il terreno di gioco innescando tafferugli in campo e sugli spalti

Stato d'emergenza fino a fine luglio

Bernard Cazeneuve, ministro dell'Interno francese.

Il tutto, va ricordato, in un Paese, la Francia, dove lo stato d'emergenza è stato prolungato fino a fine luglio.
Con il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve che ha varato nuove regole per rafforzare le squadre speciali, dotarle di armi più moderne e protezioni anti-armi da guerra, ma soprattutto fare in modo che possano entrare in azione entro un massimo di 20 minuti in qualsiasi punto del territorio.
ESERCITAZIONI NEGLI STADI. Tra marzo e aprile le forze di sicurezza francesi hanno eseguito diverse simulazioni di attacchi terroristici intorno ad alcuni stadi francesi. Il 18 marzo, più di mille poliziotti e pompieri hanno preso parte a una esercitazione a Nimes, la più imponente mai fatta in Francia. Il 5 aprile è stata la volta dello stadio Geoffroy Guichard di Saint-Etienne, teatro di una simulazione di sicurezza per testare la capacità di risposta rispetto a un eventuale attacco chimico.
COORDINAMENTO TRA I CORPI. Un vero e proprio test per regolare le azioni in caso di necessità durante una partita. L'esercitazione aveva come oggetto il coordinamento tra i vari reparti di emergenza in eventuali attacchi. Lo stadio, che accoglierà quattro match dei prossimi campionati europei, ha visto all’opera circa 120 vigili del fuoco, diversi agenti di polizia, una ventina di ambulanze, 80 operatori umanitari e un totale di 450 comparse in opera. Lo scenario prevedeva proprio che un drone avesse disperso una sostanza chimica o prodotto biologico sullo stadio prima di schiantarsi sulle tribune.
POTENZIATO IL NUMERO DI AGENTI. Negli impianti verrà impiegato un sistema di pre-filtraggio per controllare borse e vestiti. Dopodiché, i tifosi dovranno passare sotto ai metal detector.
Durante gli attacchi del 13 novembre, 200 poliziotti e gendarmi pattugliavano la zona intorno allo stadio. Il numero è stato alzato a 575, incluse unità speciali e cecchini sui tetti. Circa 20 telecamere controlleranno il flusso della folla e 1.200 agenti di sicurezza privata si troveranno all'interno dello stadio. Perlustrazioni per esplosivi verranno eseguite prima dell'apertura di queste zone al pubblico, con perquisizioni sistematiche sugli spettatori e persino la possibilità di metal detector alle entrate di aree recintate.

Twitter @LorenzoMantell

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