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GIUSTIZIA 17 Maggio Mag 2016 1323 17 maggio 2016

Il cardinale Domenico Calcagno indagato per malversazione

Per l'accusa avrebbe avallato investimenti immobiliari che avrebbero causato un rosso per milioni di euro dell'Istituto di sostentamento del clero a Savona.

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Il cardinale Domenico Calcagno, presidente dell'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica (Apsa).

Il cardinale Domenico Calcagno finisce sotto indagine da parte della procura di Savona. L'ex vescovo di Savona e attuale presidente dell'Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica, è sospettato di concorso in malversazione nella gestione dell'Istituto di sostentamento del clero della diocesi ligure.
ALTRI DUE INDAGATI PER MALVERSAZIONE. Per l'accusa Calcagno avrebbe avallato la strategia di investimenti dell'allora presidente dell'Istituto, don Pietro Tartarotti (fino al 2014) e dal vice, Gianmichele Baldi (fino a ottobre 2013), entrambi indagati anche loro per malversazione. Lo scrivono Il Secolo XIX e La Stampa.
OPERAZIONI IMMOBILIARI SOSPETTE. Sotto la lente della Procura investimenti in operazioni immobiliari che avrebbero provocato un indebitamento di alcuni milioni di euro. Tra le operazioni sotto osservazione quella delle 'Colonie bergamasche', una grande struttura a ridosso della costa a Celle Ligure che avrebbe dovuto essere trasformata in un complesso residenziale con tanto di albergo di lusso.
LE INDAGINI DOPO IL COMMISSARIAMENTO. Nel 2004 il vescovo Vittorio Lupi, successore di Calcagno, commissariò l'ente dopo che Tartarotti e Baldi si erano dimessi. Nei mesi scorsi una commissione ad hoc è arrivata da Roma per studiare i conti e, secondo indiscrezioni, l'inchiesta è nata proprio da alcuni rilievi compiuti dalla commissione stessa e segnalati alla procura che indaga sul caso da alcuni anni.
CALCAGNO: «ATTENDO FIDUCIOSO». «Ho appreso da notizie di stampa di essere oggetto di indagini per questioni risalenti al periodo in cui ero vescovo a Savona», ha spiegato Calcagno, «sono sereno per il lavoro svolto. Confido nell'operato della magistratura italiana. Attendo fiducioso l'evolversi della vicenda».
VATICANO: «NESSUN LEGAME CON LA SANTA SEDE». Intanto da Oltretevere arriva una precisazione: nessuna delle operazioni oggetto di indagini nella diocesi di Savona è in «alcun modo collegata con il patrimonio vaticano e con gli incarichi ricoperti dal cardinale all'interno della Santa Sede».
In particolare, si fa presente che ciascun istituto diocesano ha un proprio presidente e un Cda, che «prende le decisioni e se ne assume la responsabilità. Rispetto ad esse, il vescovo ha solo compiti di vigilanza e di autorizzazione per gli atti straordinari». Tali operazioni si riferiscono, sottolineano le stesse fonti, «principalmente ad un periodo successivo al 2007, anno in cui il cardinale lascio l'ufficio di vescovo di Savona».

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