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INDAGINI 18 Maggio Mag 2016 0948 18 maggio 2016

Fortuna Loffredo, l'incidente probatorio con i racconti delle amiche

I giudici ascolteranno le bambine che hanno fornito le prove per l'arresto del presunto pedofilo Raimondo Caputo, per il quale è stata confermata la custodia cautelare.

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La bara della piccola Fortuna Loffredo.

Le tre amiche di Fortuna Loffredo saranno nuovamente ascoltate dai giudici nell'ambito di un incidente probatorio, la procedura che alla presenza dei legali della difesa e delle parti lese serve ad acquisire le prove in vista dell'eventuale dibattimento.
Le testimonianze saranno acquisite ad Aversa intorno alle 14:30, nella sede del Tribunale o in una struttura protetta.
CAPUTO RESTA IN CARCERE. Rimane in carcere intanto Raimondo Caputo, l'uomo di 44 anni accusato di aver violentato e ucciso la piccola Fortuna, di sei anni, gettandola, il 24 giugno del 2014, dall'ottavo piano dell'edificio del Parco Verde di Caivano (Napoli) dove la piccola viveva.
La decisione è del Tribunale del Riesame di Napoli che si è riunito martedì per esaminare l'istanza di revoca dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Napoli Nord, su richiesta della Procura della Repubblica, guidata da Francesco Greco.
ACCUSE FONDATE. Al termine dell'udienza, alla quale ha partecipato anche Caputo, assistito dal suo legale, l'avv. Salvatore Di Mezzo, i giudici del Riesame hanno di fatto ritenuto fondato l'impianto accusatorio della Procura che ruota, in particolare, su una serie di intercettazioni ambientali fatte dagli investigatori in varie abitazioni dello stesso palazzo.
PARLANO LE FIGLIASTRE DI CAPUTO. A testimoniare mercoledì sono le tre figlie minori di Marianna Fabozzi, compagna di Caputo, il quale risponde anche di ripetuti abusi sessuali nei confronti delle tre figliastre. La richiesta di incidente probatorio da parte dei pm si basa sulla necessità di cristallizzare in un unico momento pre-processuale il quadro probatorio emerso durante gli accertamenti compiuti nei mesi scorsi, quando proprio i tragici racconti degli abusi subiti da parte delle tre bimbe ad opera del patrigno consentirono la svolta nelle indagini sull'omicidio di Fortuna.
INCHIESTA OSTACOLATA DA OMERTÀ. Gli inquirenti, fino ad allora, avevano trovato molte difficoltà nello squarciare il velo di omertà nello stabile di Parco Verde in cui vivevano tutti i protagonisti; l'inchiesta aveva subito molti rallentamenti anche per i depistaggi di Caputo, della compagna e di altri inquilini. È stata la più grande delle figlie della Fabozzi, che era anche amica intima di Fortuna, a ricostruire il giorno della tragedia, il 24 giugno 2014, in cui aveva incontrato la vittima poco prima che Caputo provasse a violentarla per poi gettarla dalla terrazza dell'ottavo piano in seguito al netto rifiuto di subire abusi.

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