Fortuna 160430193935
INDAGINI 19 Maggio Mag 2016 2247 19 maggio 2016

Fortuna Loffredo, c'è la prova per il processo

L'amica accusa Caputo. E difende la madre. Che tenta il suicidio in carcere.

  • ...

Domenica Guardato, la mamma di Fortuna, con una foto della bambina uccisa

Il cerchio si stringe attorno a Raimondo Caputo, l'uomo in carcere con l'accusa di aver violentato e ucciso la piccola Fortuna Loffredo, il 24 giugno 2014. Le amiche di Chicca puntano il dito contro di lui, nell'incidente probatorio in corso ad Aversa (Caserta), ma potrebbe esserci più di un colpevole.
UNA VERSIONE CAMBIATA. L'ha fatto anche la migliore amica di Fortuna, che stavolta, però, a differenza delle precedenti, non ha tirato in ballo la sua mamma, compagna di Caputo.
Non convince, su tutti, la mamma di Fortuna che dice senza se e senza ma: «La bimba copre la madre».
Una donna, la compagna di Caputo, che il 19 maggio ha ascoltato le denunce delle figlie e che una volta tornata in carcere, dove è detenuta per aver coperto gli abusi sessuali del compagno sulle sue tre bimbe, ha tentato il suicidio.
La migliore amica di Chicca, come tutti chiamavano Fortuna, già mesi fa squarciò il muro di omertà degli adulti. Già allora disse di aver visto Caputo su Fortuna, disse di aver visto la bimba che scalciava per ribellarsi alle violenze sessuali.
«C'ERANO SOLO LEI E CAPUTO». Ma il 19 maggio la sua versione è cambiata. «La bimba», ha spiegato l'avvocato Salvatore Di Mezza, legale di Raimondo Caputo, «oggi ha raccontato di aver seguito Fortuna e Caputo all'ottavo piano, da sola e per fare la spia, e di aver visto l'amichetta a terra, immobile, mentre Caputo provava a violentarla. Alcuni mesi fa invece disse che la madre era con lei quando vide Fortuna a terra mentre scalciava Caputo. È probabile che abbia voluto in qualche modo proteggere la madre ma si tratta di circostanze che vanno verificate con grande attenzione».

L'accusa: «Un racconto non ancora completo»

La bara della piccola Fortuna Loffredo.

Divergenze sottolineate anche dall'accusa. «Il racconto della migliore amica di Fortuna per alcuni aspetti non risulta ancora completo», ha detto Angelo Pisani, avvocato del papà e dei nonni di Fortuna. «Se, infatti resta la convinzione che Raimondo Caputo sia colpevole, dall'altro alcune dichiarazioni della piccola ci impegnano ad accertare tutta la verità e a trovare tutti gli altri responsabili di questo orrore che non ha un solo colpevole. È obbligatorio capire il movente, ricostruire la scena del delitto e tutti gli attori coinvolti. Insomma vogliamo capire cosa è successo in quei tremendi 15 minuti. Di sicuro, nessuno deve farla franca».
DISCREPANZE E INCONGRUENZE. Secondo l'accusa, la bimba avrebbe parlato di una terrazza vuota, mentre c'erano sedie e oggetti. E poi, si chiedono i legali, come avrebbe fatto Fortuna a restare immobile su una pavimentazione di pece e, dunque, bollente a giugno? E ancora, Fortuna, secondo la migliore amica, avrebbe riferito, quella mattina, di volersi cambiare le scarpe: perché è andata sulla terrazza e non a casa sua?
Ipotesi, contraddizioni che forse hanno inciso sulla scelta della compagna di Caputo che appena tornata in carcere ha tentato di impiccarsi alla cella. «Forse lo ha fatto per autolesionismo e vergogna, forse perché ha capito che stiamo arrivando a lei o forse perché vuole giocarsi la carta della incapacità di intendere e di volere», ha detto Pisani, «quel che è certo è che noi andiamo avanti».
IL PAPÀ DI FORTUNA: «L'ASSASSINO POTREBBE ESSERE LIBERO». Rischiano, dunque, di aprirsi uno o più altri capitoli in questa storia. I genitori della piccola vittima non fanno che ripeterlo. «Se è vero quanto mi hanno detto alcune persone che quel giorno erano lì, l'omicida potrebbe essere ancora libero», ha detto il papà Pietro Loffredo. «La compagna di Caputo è anche lei responsabile e poi c'è chi ha nascosto la scarpetta di Fortuna», ha aggiunto la mamma Mimma Guardato.
Il 19 maggio Caputo e la sua compagna hanno ascoltato immobili, silenziosi, quasi assenti. «Quello che conta è che non siamo più in una fase indiziaria, c'è la prova e quindi il processo si può fare», ha detto l'avvocato della famiglia Loffredo. Quello che sembra essere chiaro a tutti è che la storia di Fortuna e della sua morte sia ancora in gran parte da scrivere.

Correlati

Potresti esserti perso