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DIROTTAMENTO 19 Maggio Mag 2016 1730 19 maggio 2016

Volo EgyptAir, un altro colpo al turismo egiziano

La bomba Isis sull'aereo caduto in Sinai. Il volo dirottato su Cipro. E ora il Parigi-Cairo. Il settore perde 1,3 mld.

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Un'altra tragedia che collega due delle capitali simbolo dell'epoca del terrore: Parigi e il Cairo. Un volo della EgyptAir (tutti i guai della compagnia) è precipitato nella notte nel Mediterraneo con 66 persone a bordo. Sia che si tratti di incidente o di attentato, quello che è certo è che uno dei settori più importanti dell'economia egiziana, il turismo, subirà un ulteriore crollo.
Dopo l'attentato dell'Isis sull'A321 russo della compagnia Metrojet, precipitato sulla penisola del Sinai il 31 ottobre 2015 con a bordo 224 persone, i flussi di visitatori verso il Paese avevano ricevuto una battuta d'arresto drastica, e il dirottamento di un aereo del 29 marzo a Cipro (leggi cosa si sa della vicenda) aveva ulteriormente peggiorato la situazione.
1,3 MILIARDI DI PERDITE. A inizio marzo, il primo ministro egiziano Sherif Ismail aveva reso noto che la perdita causata dall'assenza di visitatori a partire da ottobre ammonterebbe a circa 1,3 miliardi di dollari, e il trend adesso potrebbe peggiorare ulteriormente.
Ma non sono state solo le tragedie aeree a danneggiare l'immagine del Paese. Nel settembre del 2015, dodici turisti sudamericani erano stati uccisi dalle forze di sicurezza perché scambiati per terroristi, mentre l'8 gennaio un resort turistico a Hurgada era stato assaltato da un gruppo di attentatori. Da parte italiana, inoltre, pesa la morte del ricercatore Giulio Regeni, sulla quale il governo si ostina a confondere le acque.
OTTO DIROTTAMENTI PER L'EGYPTAIR. L'Egyptair, d'altronde, è particolarmente sensibile all'argomento sicurezza. Nella sua storia ha subito ben otto dirottamenti. Uno dei quali nel 1985, ad opera di un commando di Abu Nidal, si concluse con la morte di 50 passeggeri e sei dirottatori.
I TENTATIVI DELL'EGITTO PER RICOSTRUIRE LA FIDUCIA. Sei mesi dopo la tragedia sul Sinai, le compagnie aeree inglesi e russe non hanno ancora ripreso le loro rotte per l'Egitto.
Il ministro dell'aviazione egiziana aveva assunto in dicembre l'azienda di consulenza Control Risks per verificare la sicurezza degli aeroporti, nel tentativo di far riacquistare fiducia nelle infrastrutture nazionali.
Nell'aeroporto di Sharm el Sheik, dove da dopo l'attentato sul Sinai sono state registrate perdite per 250 milioni di dollari al mese, le autorità hanno raddoppiato gli uomini della sicurezza e vengono regolarmente impiegati cani anti-bomba.

Il turismo vitale per l'economia

Il generale al Sisi, al potere dalla caduta di Mohamed Morsi nel luglio 2013, ha cercato in ogni modo di risollevare il turismo nel suo Paese mostrandone la ritrovata stabilità, ma l'attentato di ottobre sui cieli egiziani aveva affossato per l'ennesima volta la seconda voce di guadagno nel bilancio statale.
Vero pilastro dell'economia del Paese (di cui vale circa il 12,8%), il turismo è passato dai quasi 15 milioni di arrivi del 2010 ai 9 del 2015, e nel primo trimestre del 2016 archivia già cali del 40%.
Oggi l'ennesimo colpo con il disastro aereo dell'Egyptair ma l'emorragia di turisti iniziata con le rivoluzioni politiche del 2011 e 2013 continua inarrestabile ormai da mesi, nonostante i grandi sforzi del ministero del Turismo e dell'Ente egiziano con campagne pubblicitarie e contatti costanti con i tour operator.
Basta pensare che gli arrivi dall'Italia - quarto mercato in ordine di importanza per l'Egitto dopo Russia, Regno Unito e Germania - sono diminuiti di quasi il 50% nel 2009-2014.



-5% DI INTROITI NEL 2014. Già rispetto al 2013, gli introiti nel 2014 erano scesi del 5%, a causa dell'instabilità scaturita dal colpo di Stato di al Sisi nel 2013.
L'appeal dell'Egitto resta intatto, come dimostra il fatto che appena la situazione politica si tranquillizza il numero di visitatori torna ad aumentare.
Tuttavia, negli ultimi anni, il Paese ha attraversato diversi momenti di crisi e l'ombra del terrorismo continua ad aleggiare minacciosa.
Analizzando il flusso di turisti anno per anno, si nota come la curva sia strettamente legata alla variabile della sicurezza.
MINIMI STORICI NEL 2011. Nel 2005 e nel 2006 gli attentati terroristici a Sharm el Sheikh e a Dahab, che hanno preso di mira gli stranieri, mandarono in crisi il settore.
Ma il punto più basso è stato raggiunto con la rivoluzione del 2011 che ha portato alla caduta di Hosni Mubarak.
Se nel 2010 i turisti erano circa 15 milioni, alla fine del 2011 gli ingressi registrati sono scesi a 9,5 milioni (fonte: World Bank).
Durante gli anni al potere di Morsi, la situazione stava tornando alla normalità, ma il golpe del 2013 ha riportato i livelli ai minimi storici del 2011.

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