Egyptair: localizzati oggetti arancioni
VITE SPEZZATE 20 Maggio Mag 2016 1829 20 maggio 2016

Aereo EgyptAir, le storie delle vittime

Una donna che aveva appena sconfitto il cancro, un ragazzo che stava per sposarsi. Storie dal volo precipitato nel Mediterraneo EgyptAir. Le cose da sapere.

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Ahmad stava tornando al Cairo con la moglie Riham, pronti, insieme, a ricominciare a vivere dopo una lunga lotta contro la malattia di lei. I medici erano riusciti a fermare il cancro che l'aveva colpita, e tutti i sacrifici fatti da Ahmad, che aveva rinunciato ai suoi averi per pagarle le cure, erano stati ripagati.
Poi l'aereo su cui viaggiavano, l'Airbus MS804 dell'Egyptair, è precipitato in mezzo al Mediterraneo.
TRE FIGLI ORFANI. Ahmad aveva 30 anni, Riham 27. Avevano tre figli, di cui due molto piccoli, lasciati per alcune settimane in custodia ai nonni.
Ahmad aveva venduto la casa e l'auto e tutti gli altri suoi averi per poter pagare le spese di viaggio e di cura a Parigi. «Tre giorni fa era arrivata la loro telefonata. Ahmad ci disse che Riham poteva guarire e che sarebbero tornati presto al Cairo», ha raccontato uno dei familiari.
Fares Issa, giovane sudanese, una famiglia non l'avrà mai. Sognava di costruirla con la donna che avrebbe dovuto sposare il 20 maggio, e che è rimasta ad attenderlo invanto a Khartoum.
UN EX OPPOSITORE DEL GOVERNO SUDANESE. Fares, 30 anni, lavorava a Parigi come meccanico di auto, ed era su quel volo proprio per le sue nozze. Era membro del movimento popolare per la liberazione del Sudan, la fazione politica del Sud Sudan che lotta contro il governo centrale.
Viene descritto come un «giovane impegnato e onesto». Che aveva lasciato la lotta armata per dedicarsi al futuro. La scelta di lavorare in Francia andava in questa direzione, hanno affermato i suoi amici citati da siti di notizie sudanesi.
Così come la scelta di sposarsi era determinata dall'intenzione di dare una svolta alla sua vita.
ZIYADE TORNAVA PER IL FUNERALE DELLA MAMMA. Un altro sudanese ha perso la vita sull'Airbus dell' EgyptAir. Si chiamava Muhammad Ziyade e da 20 anni viveva a Parigi. Aveva la nazionalità francese ed era un funzionario dell'agenzia Onu per la difesa del patrimonio mondiale, l'Unesco.
La circostanza fatale è stata la morte, il 18 maggio, della mamma, in un paesino del Sudan. Muhammad Ziyade tornava a Khartum per stare vicino ai familiari. Aveva lasciato a Parigi la moglie e i suoi quattro figli.

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