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BANCA 20 Maggio Mag 2016 1907 20 maggio 2016

Carife indagata per bancarotta fraudolenta

L'obiettivo è capire chi, tra dirigenti e membri dei cda degli ultimi 10 anni, abbia deciso o avallato le scelte che hanno portato a un buco stimato in 433 milioni di euro.

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Carife, uno dei quattro istituti coinvolti nel decreto Salva banche del governo, è indagata per bancarotta fraudolenta. Come riporta il quotidiano La Nuova Ferrara, dopo aver ricevuto la relazione di Antonio Blandini, commissario liquidatore di Vecchia Carife (dichiarata insolvente), la procura cittadina ha aperto la nuova inchiesta.
INDAGINE SUGLI ULTIMI 10 ANNI DELL'ISTITUTO. Il pool di pm, composto dal procuratore capo Bruno Cherchi e dai sostituti Barbara Cavallo e Stefano Longhi che coordinano gli ispettori della Guardia di finanza, indagherà sul passato di Carife. L'obiettivo è capire chi, tra dirigenti e membri dei vari cda che si sono susseguiti almeno negli ultimi 10 anni, abbia deciso o avallato le scelte dell'istituto che l'hanno poi portato a un buco stimato in 433 milioni di euro, al 22 novembre 2015, data del decreto Salva banche che ha azzerato azioni e obbligazioni.
L'inchiesta, in particolare, dovrà accertare «chi ha distratto, occultato, dissimulato, distrutto e dissipato in tutto o in parte i beni, oppure allo scopo di recare pregiudizio ai creditori ha esposto o riconosciuto passività inesistenti».
LE INCHIESTE PASSATE SU AUMENTO DI CAPITALE. Finora, infatti, l'inchiesta si era concentrata su pochi aspetti specifici: l'aumento di capitale deciso nel 2011 e la cessione della Banca di Treviso alla Popolare di Marostica. Soprattutto la prima, che vede indagate almeno una decina di persone per aggiotaggio, falsi in prospetti informativi e ostacolo alla vigilanza, sarebbe vicina alla conclusione. L'intenzione della procura sarebbe quindi di chiudere prima questo fascicolo per poi concentrare energie, risorse e indagini su quella che è diventata una maxinchiesta sugli ultimi 10 anni di vita di Carife.

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