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CRONACA 20 Maggio Mag 2016 0743 20 maggio 2016

Delitto del catamarano, le cose da sapere

De Cristofaro catturato in Portogallo. Condannato all'ergastolo, era evaso due volte.

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Filippo De Cristofaro.

La latitanza di Filippo Antonio De Cristofaro, meglio noto mome 'il killer del catamarano' si è conclusa in Portogallo una mattina di metà maggio.
La polizia di Ancona è riuscita a catturare l'uomo colpevole dell'omicidio della skipper pesarere Annarita Curina, evaso per ben due volte dopo essere stato condannato in via defnitiva all'ergastolo nel 1988.
L'ULTIMA PROVA DI FUGA. «Non sono l'uomo che state cercando», avrebbe detto De Cristofaro alla vista degli agenti.
Secondo quanto riportato dal Messaggero, l'uomo - fuggito dal carcere nel 2014 per la seconda volta - avrebbe anche tentato la fuga, un ultimo disperato tentativo di resistere alla legge.
De Cristofaro aveva ucciso la skipper con la complicità dell'amante olandese Diana Beyer, per rubare il catamarano della vittima.
IN TRENO VERSO LISBONA. Quando è stato fermato, De Cristofaro viaggiava in treno verso Lisbona. Baffi, pizzetto, capelli corti, con indosso una maglietta a fiori e scarpe da tennis marroni uguali (o forse erano le stesse) a quelle calzate due anni fa al momento dell'evasione. De Cristofaro usava un'identità falsa, quella del fantomatico Andrea Bertone. Il 'killer del catamarano' è apparso sorpreso dal controllo degli agenti ma, dopo un tentativo di negare la propria vera identità, si è 'sciolto' in una risata «liberatoria o più probabilmente nervosa» - secondo il capo della Squadra Mobile di Ancona Virgilio Russo - «e si è anche complimentato con i poliziotti». Aveva con sé, oltre a 5.900 euro in contanti, un passaporto, una carta d'identità e una patente nautica, tutti falsi e intestati al nome appunto di Andrea Bertone.

Il piano per fuggire in Polinesia

Nell'estate del 1988, il 'giallo del Catamarano', un delitto efferato seguito da una fuga senza speranze degli assassini, occupò le cronache per mesi.
De Cristofaro e Beyer avevano affittato il catamarano della Curina per le vacanze, ma il vero piano dei due amanti era di impadronirsi dell'imbarcazione per poi fuggire in Polinesia.
FINITA A COLPI DI MACHETE. Il 10 giugno Diana, che secondo i giudici aveva agito spinta dall'amante, pugnalò la Curina a un fianco, mentre De Cristofaro finì la vittima a colpi di machete.
Il cadavere della skipper fu ripescato il 28 luglio 1988 al largo di Senigallia, mentre a bordo dell'imbarcazione era già salito un amico olandese della coppia, Pieter Gronendijk, in seguito condannato per il furto del natante.

La prima cattura in Tunisia

I due olandesi e l'italiano furono poi rintracciati dalla polizia in Tunisia, mentre tentavano di fuggire a piedi dopo aver abbandonato la barca.
SEI ANNI PER BEYER. Diana fu condannata a sei anni e sei mesi di carcere per concorso in omicidio, ma in cella scontò solo 15 mesi avendo ottenuto la libertà condizionale e quindi l'assegnazione a una comunità di fratellanza nei pressi di Grosseto.
In primo grado a De Cristofaro era sta inflitta una condanna a 38 anni, trasformata in ergastolo nel processo di Appello confermato in Cassazione.

La fuga dal lavoro esterno

Per fuggire De Cristofaro aveva approfittato nel 2014 di un permesso premio di tre giorni ottenuto per la Pasqua, dal quale non era rientrato come del resto aveva fatto il 6 luglio 2007.
Un mese dopo la prima fuga era statto rintracciato a Utrecht, la città della Beyer, che nel frattempo si era ricostruita una vita.
BUONA CONDOTTA. Sulla base di una valutazione favorevole sua condotta, De Cristofaro aveva ottenuto il lavoro esterno al carcere, che effettuava sull'Isola di Pianosa, dove svolgeva attività di manutenzione degli spazi nell'ambito di un progetto gestito dall'amministrazione penitenziaria.
Sia i nuovi permessi premio sia il lavoro esterno erano stati concessi sulla base di una valutazione favorevole della condotta del detenuto fatta dall'equipe dell'istituto penitenziario e delle relazioni degli altri organi sulla sua pericolosità, poi vagliate dai magistrati di sorveglianza.

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