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PROCESSO 20 Maggio Mag 2016 2134 20 maggio 2016

Francia, Salah Abdeslam non risponde alle domande dei giudici

L'unico terrorista superstite della strage di Parigi ha esercitato il diritto al silenzio nel primo interrogatorio dei magistrati francesi.

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La prima foto di Salah Abdeslam dal suo arresto nel carcere di massima sicurezza di Bruges.

Le sue parole potrebbero fornire importanti chiarimenti sul percorso della cellula terrorista responsabile degli attentati di Parigi e Bruxelles, e fornire elementi per far avanzare le indagini sulle reti jihadiste che si intrecciano tra Belgio, Francia e Siria.
Ma Salah Abdeslam, almeno per il momento, tace. Nel suo primo interrogatorio davanti ai giudici d'istruzione francesi, cominciato poco dopo le 7 di venerdì mattina, l'unico superstite del commando responsabile degli attacchi del 13 novembre «non ha voluto esprimersi», ha spiegato all'uscita dall'udienza uno dei suoi legali, Frank Berton.
L'AVVOCATO: «CONDIZIONI INGIUSTE IN CELLA». «Ha detto che lo farà più avanti», ha aggiunto l'avvocato, approfittando dell'occasione per criticare le condizioni in cui il suo assistito è detenuto, nell'area di massima sicurezza del carcere di Fleury Mérogis, in una cella con sorveglianza video costante.
«Si sente spiato 24 ore su 24, questo non lo mette nelle condizioni giuste», ha detto Berton, che si dice intenzionato a rivolgersi al ministro della Giustizia in merito.
«NON CONFERMA DICHIARAZIONI PRECEDENTI». «Salah Abdeslam ha fin dall'inizio fatto valere il suo diritto al silenzio, rifiutandosi di rispondere alle domande del giudice d'istruzione», ha precisato in una nota la procura di Parigi, «e ha ugualmente rifiutato di precisare le ragioni che lo portavano a fare un tale uso del suo diritto al silenzio. Ha rifiutato allo stesso modo di confermare le dichiarazioni che aveva precedentemente rilasciato davanti alla polizia e davanti ai giudici belgi».
ELEMENTO CHIAVE DELLA RETE JIHADISTA. La speranza degli inquirenti è che la promessa del suo legale sia veritiera, e che l'estremista islamico decida di parlare in una delle prossime udienze, e magari chiarire alcuni dei punti ancora oscuri sugli attentati, in particolare su possibili complici ancora in fuga. I giudici restano infatti convinti che Salah sia un ingranaggio cruciale della cellula jihadista con base nel quartiere bruxellese di Moleenbek, in particolare per l'importante ruolo svolto nella logistica degli attentati di Parigi, per cui ha noleggiato auto, trovato diversi nascondigli nei dintorni della capitale e fatto anche da autista ai tre kamikaze fattisi esplodere fuori dallo Stade de France. Lui, però, ai poliziotti belgi aveva a più riprese detto di essere 'solo un esecutore', prima di trincerarsi nel silenzio.

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