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PROCESSO 20 Maggio Mag 2016 1651 20 maggio 2016

Uranio impoverito, ministero della Difesa condannato in Appello

Il ministero deve pagare 1,5 mln per la morte per leucemia del caporale Vacca.

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Il ministero della Difesa è responsabile della morte del caporalmaggiore Salvatore Vacca, ucciso a 23 anni dalla leucemia contratta a causa delle munizioni all'uranio impoverito durante la missione in Bosnia.
La Corte d'Appello di Roma ha confermato la sentenza di condanna arrivata in primo grado, obbligando il ministero a risarcire la famiglia del soldato per oltre 1,5 milioni di euro.
Secondo Domenico Leggiero dell'Osservatorio Militare, è «una sentenza storica, perché conferma la consapevolezza del ministero del pericolo a cui andavano incontro i militari in missione in quelle zone e sono sicuro che giovedì prossimo in audizione alla Commissione uranio il ministro della Difesa Roberta Pinotti terrà conto di questa decisione».
IN BOSNIA PER 150 GIORNI. Il caporalmaggiore è stato impiegato per 150 giorni in Bosnia come pilota di mezzi cingolati e blindati tra il 1998 e il 1999.
Nella sua attività Vacca ha trasportato munizioni sequestrate, materiale che, scrivono i magistrati, si sarebbe dovuto considerare «come ad alto rischio di inquinamento da sostanze tossiche sprigionate dall'esplosione dei proiettili» e i rischi «si devono reputare come totalmente non valutati e non ottemperati dal comando militare».
Questa condotta omissiva, secondo i giudici, «configura una violazione di natura colposa delle prescrizioni imposte non solo dalle legge e dai regolamenti, ma anche dalle regole di comune prudenza».
METALLI PESANTI NELL'ORGANISMO. Il militare è morto di leucemia linfoblastica acuta e c'è, secondo la sentenza, la sussistenza del nesso causale tra la malattia e l'inalazione di agenti tossici nel corso del servizio in Bosnia. Nell'organismo del militare, infatti, sono state rintracciate svariate particelle di metalli pesanti non presenti per natura nell'uomo e ciò «è la conferma definitiva del reale assorbimento nel sistema linfatico di metalli derivanti dalla inalazione o dalla ingestione da parte del militare nella zona operativa».

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