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MISTERO 23 Maggio Mag 2016 1707 23 maggio 2016

Egyptair, Il Cairo: «Nessuna virata prima di cadere»

Nuova smentita nelle ricostruzioni sull'accaduto. Secondo un medico legale, i resti umani ritrovati farebbero pensare a un'esplosione a bordo. Prosegue la caccia alle scatole nere.

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Alcuni rottami ed oggetti dei passeggeri ritrovati in mare.

Sul disastro aereo Egyptair non ci sono più certezze su uno dei pochi punti che sembravano accertati finora: le brusche virate dell'Airbus 320 segnalate nel dettaglio dalla Grecia e che ora l'Egitto smentisce.
Ma in attesa che vengano localizzate le fondamentali scatole nere, indicazioni sulle cause potrebbero venire dagli esami autoptici in corso sui corpi recuperati. Un medico legale egiziano sostiene, infatti, che i resti umani ritrovati suggeriscono che c'è stata un'esplosione a bordo. Il medico fa parte del team investigativo che ha esaminato la zona dell'impatto dell'aereo.
Tutti i resti umani portati al Cairo finora, 80 pezzi, precisa il medico, sono piccoli e tra questi «non c'è ne nemmeno uno che sia il pezzo intero di un corpo, come un braccio o una testa«. Secondo il dottore quindi «la spiegazione logica è che si è trattato di una esplosione».
SCOMPARSO IN UN MINUTO. «L'apparecchio è apparso a un'altezza di 37 mila piedi all'interno dello spazio aereo (greco, ndr) senza alcuna deviazione, poi è scomparso dagli schermi dei radar dopo meno di un minuto», ha dichiarato Ehab Mohieldin, l'amministratore delegato del Nansc, l'ente nazionale egiziano di servizi per la navigazione aerea. Anche se non lo ha esplicitato, la dichiarazione è in aperto contrasto con quella resa il 19 maggio, poche ore dopo il disastro che ha causato 66 vittime, dal ministro della Difesa greco Panos Kammenos: «immediatamente dopo essere entrato nella Fir», la 'flight information region' del Cairo, «ha compiuto brusche virate e una discesa che descrivo così: 90 gradi a sinistra e poi 360 gradi a destra'. Kammenos aveva anche parlato di un violenta perdita di quota del velivolo di 6.700 metri («da 37.000 a 15.000 piedi») di cui il responsabile egiziano non parla.
CACCIA ALLE SCATOLE NERE. Alla caccia alle scatole nere condotta con un sottomarino-robot egiziano in grado di operare a 3 mila metri di profondità, quella del fondale in cui si sta cercando il relitto, si è unito nelle ultime ore il ricognitore francese Jacoubet, dotato di un sonar capace di individuare segnali di registratori di volo sommersi. Una pista 'fredda' appare invece quella di un atterraggio di emergenza cui l'Airbus fu costretto nel 2013 per il surriscaldamento di un motore di cui parla un rapporto di un ente affiliato al ministero dell'Aviazione civile egiziano. Un esperto sentito dall'agenzia Ap ha definito improbabile che un nuovo guasto di questo tipo possa aver prodotto un disastro. Anche se da quanto trasmesso dalla Cnn non si è notato alcun allarme ma solo scambi di informazioni tecniche, la magistratura egiziana ha reso noto di aver chiesto comunque alla Grecia la registrazione delle conversazioni intercorse fra il pilota del volo Egyptair e una torre di controllo ellenica. Adombrando interesse per la pista terroristica, la procura generale ha chiesto alla Francia eventuali video che ritraggano l'aereo mentre stazionava all'aeroporto parigino di Roissy Charles-de-Gaulle prima del decollo.

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