Corte Suprema 160523192218
GIUSTIZIA 23 Maggio Mag 2016 1839 23 maggio 2016

Stati Uniti, pena di morte annullata per razzismo dei giudici

La Corte suprema salva l'afroamericano Timothy Foster, dopo 29 anni dalla sentenza. I 12 giudici che lo avevano condannato erano tutti bianchi. Assolto l'agente coinvolto nella morte di Freddie Gray.

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Il palazzo della Corte suprema degli Stati Uniti.

Una sentenza di condanna a morte annullata per razzismo nella scelta dei giudici e un'assoluzione per l'agente di polizia coinvolto nella morte dell'afroamericano Freddie Gray.
Dagli Stati Uniti arrivano due notizie contraddittorie, destinate ad alimentare il dibattito sulla questione razziale e sulla violenza contro i neri da parte delle forze dell'ordine.
TIMORE DI NUOVI DISORDINI A BALTIMORA. Se infatti la Corte suprema ha salvato dall'iniezione letale Timothy Foster, condannato in Georgia alla pena capitale nel 1987 con l'accusa di aver ucciso un'anziana donna bianca, l'agente Edward Nero è stato assolto da tutti i capi d'accusa: violenza premeditata, eccesso nell'uso della forza e cattiva condotta in servizio. Ad aprile 2015 Nero, insieme ad altri cinque agenti, fermò Freddie Gray perché il giovane avrebbe avuto con sé un coltello a serramanico giudicato illegale dagli agenti stessi. Il ragazzo, trasportato in un furgone della polizia, ne era uscito in coma riportando un gravissimo trauma alla spina dorsale. L'assoluzione di Nero, adesso, fa temere che possano riesplodere i disordini di piazza avvenuti a Baltimora e in altre città degli Stati Uniti dopo la sua morte.
QUELLE 'B' PER SEGNALARE I GIUDICI DA ESCLUDERE. Timothy Foster, invece, deve dire grazie al suo avvocato, Stephen Bright. Bright è infatti riuscito a dimostrare che la giuria che lo condannò 29 anni fa, composta da 12 bianchi, fu selezionata con criteri razzisti. La Corte suprema ha accolto la tesi di Bright quasi all'unanimità, per 7 voti contro 1. Le regole introdotte nel sistema americano per prevenire la discriminazione razziale nella selezione dei giudici risalgono al 1986 ma nel caso Foster, secondo la Corte suprema, il tribunale non fece nulla per applicarle, consentendo che la giuria fosse formata esclusivamente da bianchi.
NUOVO PROCESSO A 29 ANNI DAI FATTI. La decisione della Corte suprema porterà a un nuovo processo a carico di Foster, che potrebbe anche ribaltare il verdetto iniziale e condurre definitivamente alla sua assoluzione. L'avvocato di Foster ha dimostrato che il tribunale della Georgia escluse dalla lista dei potenziali giudici sei persone. Cinque di loro erano afroamericani. La sesta era una donna bianca, che aveva dichiarato che non avrebbe mai dato il suo assenso alla pena di morte. I nomi degli esclusi, nei documenti del tribunale, sono marcati con una lettera B: l'iniziale eloquente della parola 'black', neri.

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