Egyptair: Francia conferma, fumo a bordo
ANALISI 24 Maggio Mag 2016 1127 24 maggio 2016

Egyptair, versioni e smentite sulle cause del disastro

Scoppio, virate, Sos. Tutti i dietrofront del Cairo sullo schianto. Che resta un mistero.

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Dal 18 maggio a oggi non accennano a diradarsi le nubi sulle cause dello schianto dell'Airbus A320 decollato da Parigi e diretto al Cairo con a bordo 66 persone.
Com'era facilmente prevedibile, le autorità egiziane non hanno contributo a far chiarezza sui diversi misteri che si sono susseguiti nel tentativo di capire se davvvero il volo sia stato vittima di un attentato terroristico.
UNA SMENTITA DOPO L'ALTRA. Anzi, di giorno in giorno si sono rincorse le smentite ogni qual volta un particolare fuoriuscito dalle indagini indirizzava gli inquirenti verso una pista da percorrere.
Di seguito, le ipotesi avvalorate in un primo momento e poi rinnegate dalle autorità egiziane.

1. I resti confermano l'espolosione. Anzi, no

Il 24 maggio un medico legale egiziano che fa parte del team investigativo ha spiegato come i resti umani recuperati autorizzassero l'ipotesi che ci fosse stata un'esplosione a bordo.
Le parti dei corpi ritrovate finora, ha spiegato, sono piccole e tra queste «non ce n'è nemmena una che sia il pezzo intero di un corpo, come un braccio o una testa». Secondo il dottore quindi «la spiegazione logica è che si è trattato di una esplosione».
NESSUNA TRACCIA DI ESPLOSIVO. Un'ipotesi, quella dello scoppio di una bomba, che sembrava essere stata certificata dal primo rapporto della medicina legale. Ma il capo del dpartimento, Hisham Abdel Hamid, ha smentito le indiscrezioni riportate dalla Associated press e attribuite alla propria struttura, declassandole al rango di mere «ipotesi». E anche il portavove del ministero della Giustizia ha negato che sui resti umani delle vittime del volo sia stata trovata alcuna traccia di esplosivo.

2. Due virate prima dello schianto: Il Cairo smentisce la Grecia

Un altro enigma è rappresentato dalle virate che l'aereo avrebbe compiuto prima di cadere. «L'apparecchio è apparso a un'altezza di 37 mila piedi all'interno dello spazio aereo senza alcuna deviazione, poi è scomparso dagli schermi dei radar dopo meno di un minuto», ha dichiarato Ehab Mohieldin, l'amministratore delegato del Nansc, l'ente nazionale egiziano di servizi per la navigazione aerea. Anche se non lo ha esplicitato, la dichiarazione è in aperto contrasto con quella resa il 19 maggio, poche ore dopo il disastro dal ministro della Difesa greco Panos Kammenos.
GIALLO SULLA PERDITA DI QUOTA. Kammenos aveva detto: «Immediatamente dopo essere entrato nella Fir», la 'Flight information region' del Cairo, «l'aereo ha compiuto brusche virate e una discesa che descrivo così: 90 gradi a sinistra e poi 360 gradi a destra'».
Il ministro greco aveva anche parlato di un violenta perdita di quota del velivolo di 6.700 metri («da 37.000 a 15.000 piedi»), di cui il responsabile egiziano non ha fatto cenno.

3. Mistero sulle scatole nere: non sono ancora state trovate

Giallo poi sul presunto ritrovamento, inevitabilmente smentito dall'Egitto, di quelle scatole nere che avrebbero potuto finalmente far luce sull'accaduto.
RICERCHE SU UN'AMPIA SUPERFICIE. Il 21 maggio fonti governative citate dalla tivù americana Cbs si erano sbilanciate a dire che erano state individuate, ma poche ore più tardi Egyptair ha smentito ufficialmente, sottolineando che le ricerche si svolgono su una superficie ampia («supera le 40 miglia nautiche») e il mare in quel punto è «molto profondo».
C’è quindi «bisogno di tempo e sforzi per captare i segnali emessi dalla scatola nera», anche se vengono impiegate «apparecchiature sofisticate di diversi Paesi» impegnati nelle ricerche.

4. Fumo a bordo, per l'Egitto nessuna segnalazione da parte del pilota

L’emittente francese Tv6 ha poi sostenuto che il pilota avrebbe segnalato ai controllori di volo la presenza di fumo a bordo e che avrebbe tentato un atterraggio d’emergenza.
Tutto questo poco prima che l'Airbus sparisse dai radar.
NESSUN SOS. Ma la ricostruzione è stata seccamente smentita da un comunicato del Cairo.
E non è la prima volta che le autorità egiziane respingono l’esistenza di un Sos da parte del comandante.

5. Sos, smentite le dichiarazioni della compagnia aerea

Nei convulsi istanti seguiti ai tragici fatti avvenuti nella notte tra il 18 e il 19 maggio le versioni del Cairo e di Egyptair sono arrivate più volte a confliggere. Fonti della compagnia avevano riferito che poco prima della sparizione dai radar, alle 2.26, dall'aereo fosse partito un Sos, mentre un segnale di emergenza era stato captato alle 4.26, due ore dopo aver perso le tracce del velivolo. Quest'ultimo segnale, secondo la compagnia, potrebbe essere stato inviato dall'apparecchiatura per la localizzazione dell'aereo installata a bordo.
«NESSUNA INFORMAZIONE». Ma il ministro degli Interni egiziano Sherif Ismail ha smentito la notizia, affermando che «non vi è alcuna informazione» sull'accaduto.
Da parte sua, il ministero dell'Aviazione civile ha respinto le critiche, ma già nell’ottobre del 2015, quando un aereo di linea russo precipitò sul Sinai, le autorità si mossero con lentezza e incompetenza, permettendo a un alto numero di civili e funzionari di accedere al sito dello schianto.

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