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PROTESTE 25 Maggio Mag 2016 1905 25 maggio 2016

Francia, l'assedio dei sindacati contro la riforma del lavoro

Raffinerie bloccate per protesta dai lavoratori: manca la benzina. Verso la mobilitazione anche nelle centrali nucleari. Ma il governo tira dritto.

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La protesta dei lavoratori francesi, guidati dal sindacato Cgt, contro la riforma del lavoro.

In Francia due pompe di benzina su dieci sono prive di carburante. È l'effetto delle proteste contro la riforma del lavoro, la versione transalpina del Jobs act italiano, che ha provocato la mobilitazione dei sindacati in tutto il Paese, in particolare della Cgt, la Confédération générale du travail.
«Sarà fatto tutto il possibile per garantire l'approvvigionamento» dei carburanti nei prossimi giorni, ha detto il presidente francese François Hollande. Decisamente più duro il primo ministro, Manuel Valls: «Il governo non ritirerà la riforma del lavoro. Il sindacato non detta le leggi di questo Paese».
BRACCIO DI FERRO CON L'ESECUTIVO. Insomma, l'esecutivo non molla. Ma anche i sindacati tengono il punto, chiedono il ritiro della riforma e intanto occupano raffinerie e siti petroliferi. Le immagini degli automobilisti in fila davanti ai benzinai per il terrore di rimanere a secco hanno dominato i media locali, mentre si sono moltiplicati gli interventi delle forze dell'ordine contro le barricate dei lavoratori.
LA POLIZIA SGOMBERA GLI OPERAI. Dopo l'intervento di martedì 24 maggio a Fos-sur-Mer, all'alba del 25 c'è stato un nuovo assalto della Police Nationale a un deposito strategico bloccato a Douchy-les-Mines, nel Nord. La penuria di carburante, dopo Nantes, Rennes e Le Havre, si avverte anche a Parigi. Francis Duseux, presidente dell'Unione industrie petrolifere (Ufip), sostiene che da due giorni sono stati intaccati gli stock di riserva. L'intervento al deposito di Douchy, bloccato da circa 80 militanti della Cgt, è cominciato alle 5 del mattino. Una ventina di blindati delle forze dell'ordine in assetto antisommossa sono stati mobilitati per l'operazione, la terza del genere. Quasi contemporaneamente, i manifestanti hanno bloccato il Ponte di Normandia, che collega Le Havre a Honfleur.
ONDATA DI SCIOPERI IN ARRIVO. Ai microfoni di Rmc Duseux ha parlato di «situazione tesa», alla quale «contribuiscono anche i consumatori». I quali, presi dal panico di restare a secco, hanno aumentato i consumi medi di tre-cinque volte. A Parigi c'è chi è rimasto anche un'ora in fila per fare il pieno. Al caos benzina si aggiunge anche lo sciopero di due giorni indetto dai ferrovieri della Sncf, che incroceranno le braccia dal 31 maggio. Dal 2 giugno debutterà lo sciopero «illimitato» di metro e bus parigini (Ratp), cui seguirà dal giorno dopo quello dell'aviazione civile. Il tutto a pochi giorni dal fischio d'inizio degli Europei di calcio 2016.
MOBILITAZIONE ANCHE NELLE CENTRALI NUCLEARI. Come se non bastasse, la Cgt ha lanciato un appello al personale di Edf, colosso energetico francese, per bloccare o rallentare la produzione nelle centrali nucleari in occasione dell'ennesima mobilitazione di giovedì 26 meggio. Una richiesta a cui hanno già aderito i lavoratori dell'impianto atomico di Nogent-sur-Seine, con il rischio di tagli o rallentamenti nelle forniture elettriche. «Ma siamo responsabili, non lasceremo l'Europa al buio», assicura un sindacalista ai microfoni di Bfm-tv. L'obiettivo è sempre lo stesso: fare pressione sul governo per ottenere il ritiro totale della legge El Khomri. Nella Francia sull'orlo di una crisi di nervi, il governo non cede. Valls lo ha detto chiaramente in parlamento. Esclusa ogni retromarcia, incluso sull'articolo 2, uno dei punti più contestati della riforma, che riconosce una preminenza degli accordi aziendali su quelli di categoria.

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