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AMBIENTE 26 Maggio Mag 2016 1309 26 maggio 2016

Legambiente, sulle spiagge italiane 714 rifiuti ogni 100 metri

Ripulirle costa all'Unione europea 411 milioni ogni anno. Il 76% degli oggetti trovati è di plastica. Poi polistirolo, cotton fioc e mozziconi di sigaretta.

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Il rapporto Beach Litter di Legambiente ha monitorato lo stato di pulizia di 47 spiagge italiane.

Le spiagge italiane sono ricoperte di rifiuti. Ce ne sono in media ben 714 ogni 100 metri. Tappi di bottiglia, stoviglie usa e getta, mozziconi di sigaretta, cotton fioc gettati nel wc e passati indenni dai depuratori. Tre oggetti su quattro sono di plastica. L'allarme arriva dal rapporto Beach Litter di Legambiente, che ha monitorato 47 spiagge italiane per un'area di 106 mila metri quadrati, rinvenendo oltre 33 mila rifiuti spiaggiati.
LA PLASTICA SI POLVERIZZA E VIENE INGERITA DAI PESCI. I pezzi di plastica e polistirolo sono i più comuni (22,3% del totale), destinati col tempo a frammentarsi in milioni di microparticelle che finiscono nella pancia dei pesci e, da lì, sulle nostre tavole. Il 13,2% dei rifiuti è rappresentato invece dai bastoncini dei cotton fioc, di cui i volontari hanno raccolto 4.412 pezzi, più dei 2.642 mozziconi di sigaretta (7,9%). Fuori dal podio per un soffio si trovano i tappi e i coperchi di plastica e metallo (7,8%), che sono circa 2.600 (il 2% in più del 2015). Seguono le bottiglie di plastica per bevande (7,5%), le reti da pesca e i rifiuti provenienti dall'acquacoltura (3,7%), in particolare le cosiddette calze per l'allevamento dei mitili, a quota 900 unità. Più di mille sono i piatti e i bicchieri usa e getta raccolti (3,5%), che precedono materiali da costruzione come calcinacci e spugne sintetiche, bottiglie e pezzi di vetro, contenitori di detergenti e detersivi.
A FIUMICINO E SANTA FLAVIA LE SITUAZIONI PIÙ CRITICHE. A livello geografico la situazione più critica è sulla spiaggia di Coccia di Morto a Fiumicino, in provincia di Roma, in prossimità della foce del Tevere, dove si accumulano i rifiuti provenienti dal fiume. Qui Legambiente ha trovato oltre 5.500 rifiuti in 100 metri, di cui due su tre imputabili alla cattiva depurazione (3.716 i cotton fioc raccolti). Maglia nera anche per la spiaggia di Olivella, nel comune di Santa Flavia in provincia di Palermo, con 1.252 rifiuti in 100 metri.
QUELLA DIRETTIVA RIMASTA INATTUATA. Pulire tutte le spiagge dell'Unione europea costa alle istituzioni 411,75 milioni di euro ogni anno, mentre l'impatto negativo dei rifiuti sul settore della pesca è stimato in circa 61,7 milioni di euro. I calcoli, commisionati alla società Arcadis da Bruxelles, vengono citati da Legambiente nel report Beach Litter. La presidente dell'associazione, Rossella Muroni, precisa: «Il problema dei rifiuti spiaggiati e di quelli in mare rappresenta solo la punta dell'iceberg. Circa il 70% dei rifiuti che entra a contatto con l'ecosistema marino affonda e solo il 15% resta in superficie». Per questo «è urgente mettere in programma azioni per la progressiva riduzione dei rifiuti in mare e nella fascia costiera, come previsto dalla direttiva europea Marine Strategy, in Italia ancora inattuata».

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