POLEMICHE 26 Maggio Mag 2016 0903 26 maggio 2016

Lungarno, scontro tra Comune e Publiacqua

Danni per 5 milioni. Nardella: «Un errore umano». Nel mirino l'ad della società. Che si difende: «Cause ancora da accertare». Foto.

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Il giorno dopo la voragine sul Lungarno, Firenze si lecca le ferite per lo sfregio che ha trasmesso in mondovisione l'immagine di una città in ginocchio per via di un crollo che avrebbe potuto avere conseguenze pure peggiori se fosse accaduto in un altro momento.
Com'è inevitabile che sia, il day after è anche il tempo dell'accertamento delle responsabilità e dello scambio di accuse su chi avrebbe dovuto impedire il collasso (guarda la gallery).
UN BUCO DI SEI ORE. Mentre la procura ha aperto un inchiesta per crollo colposo, a far discutere è il buco di sei ore tra il primo allarme per la rottura di un tubo sul Lungarno Torrigiani, alla mezzanotte del 24 maggio e il cedimento della strada alle 6.15, letteralmente sprofondata per quattro o cinque metri verso il fiume.
A provocare il cedimento stati due guasti a un tubo dell'acqua in ghisa di 70 centimetri. Tanto è bastato a provocare un danno che costerà almeno 5 milioni alle esangui casse fiorentine.
NARDELLA: «PAGHI CHI HA SBAGLIATO». «Chi ha sbagliato dovrà pagare», ha tuonato il sindaco Dario Nardella. «Un danno di quella natura non si crea nel giro di due ore, ho chiesto a Publiacqua una relazione dettagliata entro 24 ore. Qualcuno dovrà assumersi la responsabilità».Il primo cittadino non ce l'ha però col presidente Filippo Vannoni. «No, Vannoni è l'unico che si è dimostrato attento e disponibile in questa storia e poi lui non ha responsabilità operative». Nel mirino del sindaco c'è l'amministratore delgato della Spa dell'acqua Alessandro Carfì: «Ha ipotizzato che il danno potesse dipendere da un cedimento del canalone che passa sul lungarno Torrigiani, ebbene i vigili del fuoco hanno appurato, fino a dove hanno potuto spingersi che non ci sono cedimenti lì».
DUE DIVERSE RICOSTRUZIONI. A infiammare la polemica tra il sindaco e l'ad di Publiacqua, l'azienda pubblico-privata che gestisce il servizio idrico fiorentino sono le cause che stanno a monte del cedimento: il primo considera la rottura del tubo una negligenza sul controllo avvenuto prima, a mezzanotte, in un vicino tratto della rete da parte degli addetti di Publiacqua (o di un'azienda che ha in appalto il servizio di cui comunque è responsabile Publiacqua). Il cedimento secondo il sindaco sarebbe stato provocato da due guasti: il secondo, quello dei danni sul Lungarno, alle 6.15 del mattino sarebbe la diretta conseguenza di un problema non risolto poche ore prima quando c'era stato un allagamento e un tubo rotto in un'area vicina.
Dall'altro lato ci sono le parole di Carfì: «Non sappiamo se la rottura del tubo è la causa o la conseguenza dello smottamento». Ma se non fosse colpa del tubo rotto, quale potrebbe essere stata la causa della voragine? «Potrebbe essere colpa di un canale sotterraneo che corre lungo il fiume».
PROBLEMI DI APPROVVIGIONAMENTO. Proseguono intanto i problemi di approvvigionamento idrico a Firenze, in particolare abbassamenti di pressione e mancanze d'acqua che si sono registrati principalmente nelle abitazioni ai piani alti. Publiacqua, precisando che i problemi che si stanno ancora verificando in alcune zone della città «sono causati da un generale disequilibrio del sistema di approvvigionamento cittadino». L'obiettivo del sindaco è completare il ripristino del lungarno Torrigiani entro il 4 novembre, giorno del 50esimo anniversario dell'alluvione di Firenze. Entro settembre dovrebbero invece essere completati i lavori di somma urgenza.

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