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CRONACA 28 Maggio Mag 2016 1653 28 maggio 2016

Ostia, il business e le minacce della mafia delle spiagge

Un fegato recapitato al verde Bonelli: «Il prossimo sarà il tuo». La sua colpa? Ha denunciato l'occupazione della costa. E il business delle mafie. Ecco il dossier.

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Angelo Bonelli.

Il fegato e il cuore di un animale e un messaggio composto da lettere ritagliate dai giornali: «Il prossimo sarà il tuo». Sembra il linguaggio della Suburra delle spiagge, della Mafia litorale, la declinazione ostiense della Piovra che ha avvolto Roma, quello utilizzato per l'intimidazione al dirigente dei Verdi Angelo Bonelli.
I DOSSIER SU MAFIA E SPIAGGE. Una citofanata alle tre di notte, e un pacco lasciato nel buio, a poche ore dalla presentazione di un dossier sul business delle spiagge e sul legame con gli affari dei clan. Bonelli, in passato presidente della XII circoscrizione del litorale romano, nel 2000 si era trovato incendiate l'auto e la casa. E il 28 maggio era atteso all'evento organizzato dal suo partito ad Ostia per denunciare l'occupazione della costa e gli appetiti della criminalità organizzata.
BLOCCATO IL CANTIERE DEL CAMPING. Ma proprio il 28 maggio si è saputo che un atto amministrativo dei tecnici del decimo municipio ha sospeso i lavori del mega camping da realizzare nella pineta di Castel Fusano, l'area della riserva naturale di Ostia. Contro quel progetto, Bonelli si era sempre battuto. In un esposto presentato alla procura aveva chiesto di accertare eventuali irregolarità rispetto alle prescrizioni fissate dalla valutazione d'mpatto ambientale della regione Lazio.

Il business perfetto per le mafie: paghi 100 milioni guadagni 10 miliardi

Ostia, municipio commissariato per mafia.

Il decimo municipio è commissariato per mafia. Ad Ostia si muovono clan e soldi, tanti. Qui, le battaglie dei Verdi contro la cementificazione e il libero e gratuito accesso al mare sono scomode più che altrove. Sul litorale romano il mare è un affare di poche famiglie. Dopo le minacce, Bonelli ha presentato denuncia, ricevuto la solidarietà del suo partito, del presidente della regione Zingaretti, dei candidati sindaco Roberto Giacchetti, Viriginia Raggi e Stefano Fassina e del commissario del Pd romano, Matteo Orfini. Ma soprattutto ha snocciolato le cifre di Spiaggiopoli.
PRIVATIZZATA UN QUARTO DELLA COSTA. «Sono 19,2 i milioni di metri quadri di spiagge occupate dagli stabilimenti: 160 milioni di metri cubi di cemento che corrispondono a 534 mila appartamenti da 100 metri quadri l'uno: una grande colata di cemento. È l'Affittopoli del mare», ha spiegato presentando i due dossier su litorali e legalità.
Al centro, ci sono miliardi di euro. I conti si fanno presto. «Lo Stato», ha spiegato l'esponente ambientalista, «incassa 101 milioni di euro dalle concessioni demaniali, ma gli stabilimenti balneari fatturano 10 miliardi di euro l'anno». Nel 2001 gli stabilimenti erano 5368, oggi se ne contano 12 mila e 25 mila concessioni demaniali. C'è un impianto ogni 400 metri: 1050 chilometri di costa occupata, un quarto dei nostri accessi al mare privatizzati. A Roma il mare è 'chiuso', più che nel resto d'Italia: l'85% del litorale è in mano a privati. E a prezzi stracciati.
22MILA METRI QUADRI PER 2MILA EURO. A Ostia «ci sono stabilimenti che pagano tra i 500 e i 700 euro mensili per aree di 5.000 e 7.000 metri quadri. Per la concessione di un grande stabilimento, esteso per 22.600 mq, si pagano solo 2.353 euro al mese. Una cifra che viene compensata dall'affitto annuale di una sola cabina». Profitti elevati, «un alto livello di redditività considerato che il costo della concessione demaniale incide meno dell' 1% sul fatturato», un affare ricco e adatto al riciclaggio di denaro. Lo dicono ancora i numeri: «In Italia negli ultimi 5 anni sono stati oltre 110 gli stabilimenti sequestrati alla mafia», hanno ricordato i Verdi. Il mare nero, di Roma e del Bel Paese.

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