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TRAGEDIA 30 Maggio Mag 2016 2259 30 maggio 2016

Neonato muore dopo la circoncisione: indagata la madre

Intervento clandestino in un edificio occupato. Il medico abusivo è ricercato. In Italia, secondo le stime della comunità islamica, il fenomeno riguarda il 50% dei piccoli musulmani.

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Potrebbe essere stata una supposta di paracetamolo, in una dose eccessiva per un bambino nato da appena un mese, la causa della morte, a Torino, di un piccolo ghanese, il giorno dopo la circoncisione in casa eseguita da un sedicente medico, in un edificio occupato da decine di persone senza dimora.
A somministrargliela la madre, 35 anni, da cinque in Italia con lo status di rifugiata. La donna è stata denunciata dalla polizia per omicidio colposo e concorso con persona ignota nell'esercizio abusivo dell'attività di medico, mentre la posizione del padre, un ghanese di 33 anni privo del permesso di soggiorno, è al vaglio degli investigatori. Il medico abusivo, anche lui ghanese, è tuttora da identificare ed è ricercato.
INUTILI I SOCCORSI IN OSPEDALE. La tragedia si è consumata in un'ex istituto scolastico del quartiere Aurora. La coppia ghanese aveva deciso di cercare un connazionale per circoncidere il figlioletto, nonostante fosse così piccolo. Un rito a cui la famiglia, di religione musulmana, aveva deciso comunque di non rinunciare. Dopo l'intervento, il medico abusivo ha fatto perdere le proprie tracce. Il piccolo si è sentito male e ha cominciato a piangere. La donna, in assenza del padre, gli ha somministrato una supposta da 250 milligrammi di paracetamolo. Una dose che non andrebbe data a bambini al di sotto dei 12 chili di peso. Il piccolo è andato in arresto cardiaco e i soccorsi, chiamati dagli altri abitanti dell'edificio, sono stati inutili: è arrivato in ospedale con un quadro clinico ormai compromesso, ed è morto poco dopo.
QADDOURAH: «IL PROBLEMA È NOTO». La polizia ha portato la madre in questura, mentre il padre si è presentato qualche ora dopo. Nessuna traccia del falso medico: si tratterebbe di una persona a cui la comunità ghanese di Torino è solita rivolgersi, per praticare la circoncisione a bambini poco più che neonati. In Italia, secondo Mustafa Qaddourah, pediatra e consigliere del Centro Islamico Culturale di Roma, le circoncisioni fatte in casa o comunque in ambienti tutt'altro che sterili sono purtroppo molto diffuse. L'operazione non è riconosciuta dal Servizio sanitario nazionale e ha un costo elevato: «Il problema è noto, ne abbiamo parlato e ne parliamo ai congressi scientifici, ci siamo rivolti alle istituzioni e anche ai politici. Il Sistema sanitario nazionale non riconosce la pratica se eseguita per motivi culturali e non medici, e questo porta chi non può permettersi di andare in clinica a rivolgersi a questi ciarlatani», afferma Qaddourah.
ALTI RISCHI DI MALFORMAZIONE. Secondo le sue stime, il 30-40% dei musulmani preferisce fare la circoncisione nel Paese d'origine, ma un altro 30-50% si rivolge a personale non autorizzato, che opera in ambienti non idonei. Fare una stima più precisa è difficile, ma secondo una ricerca della Caritas sono circa 50 mila i bambini musulmani circoncisi in età prescolare e scolare. Un intervento non autorizzato costa tra i 30 e i 50 euro, ma comporta alti rischi di malformazioni e persino di morte: «Nel Lazio eravamo riusciti a ottenere un'ordinanza che autorizzava il policlinico Umberto I di Roma a eseguire l'intervento», continua Qaddourah, «ma è stato messo un ticket di 480 euro. È una cifra troppo alta per moltissime persone, se si va in una clinica privata costa ancora di più. A differenza della religione ebraica, che prevede la circoncisione entro la prima settimana di vita, per i musulmani non c'è un termine, anche se generalmente si dice che prima lo si fa e meglio è. Per noi, però, è un precetto molto seguito e rispettato».
L'APPELLO: «INTERVENGANO LE ISTITUZIONI». La soluzione, per Qaddourah, dovrebbero trovarla le istituzioni: «L'appello che facciamo è trovare una formula che preveda la possibilità di fare l'intervento attraverso il Servizio sanitario nazionale, con un ticket più abbordabile. Bisogna evitare che ci siano altri bambini morti».

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