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DELITTO 30 Maggio Mag 2016 0947 30 maggio 2016

Omicidio Sara, le cose da sapere

Confessa l'ex fidanzato. Gli inquirenti: «Bruciata viva. Ha chiesto aiuto, nessuno si è fermato». Dal ritrovamento del corpo alle ricostruzioni con le immagini di una videocamera, il delitto della Magliana in 5 punti.

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Sara Di Pietrantonio, la studentessa trovata morta semi carbonizzata a Roma, in una foto tratta dal suo profilo facebook.

Ha confessato l'ex ragazzo di Sara Di Pietrantonio, la studentessa di 22 anni trovata all'alba di domenica semi carbonizzata nei pressi della sua auto in fiamme, in via della Magliana, alla periferia di Roma. Fermato dopo un lungo interrogatorio, Vincenzo Paduano, 27 anni, ha ammesso di essere l'autore del delitto. Gli investigatori hanno reso noto che la ragazza è stata bruciata viva. Paduano l'avrebbe inseguita a piedi e data alle fiamme mentre la ragazza chiedeva disperatamente aiuto.
COSPARSA D'ALCOL E BRUCIATA. Dopo una lite in macchina, l'omicida avrebbe cosparso di alcol l'auto e Sara che, però, è scesa dalla vettura per mettersi in salvo. L'omicida è riuscito velocemente a raggiungerla e le ha dato fuoco.
L'ex fidanzato l'avrebbe aspettata sotto casa del nuovo ragazzo e poi, quanto ha visto che arrivava, si è allontanato conoscendo la strada che avrebbe fatto. Su via della Magliana l'ha superata e stretta costringendola ad accostarsi. Dopo una lite, il crimine.
«Se qualcuno si fosse fermato Sara sarebbe ancora viva», ha dichiarato il sostituto procuratore di Roma Maria Monteleone nel corso della conferenza stampa. «Ci vuole coraggio da parte dei cittadini, da parte di chi passa e vede qualcuno in difficoltà, una telefonata al 113 è gratis: se si vedono cose strane è dovere chiamare forze ordine», ha aggiunto il capo della squadra mobile di Roma, Luigi Silipo.

Bruciata viva

Secondo le dichiarazioni degli inquirenti, Sara sarebbe morta bruciata viva.
Secondo una possibile ricostruzione, la ragazza, terrorizzata dopo essersi fermata, sarebbe fuggita dall’auto inseguita da Paduano. Dopo aver percorso circa 300 metri a piedi sarebbe stata raggiunta nel parcheggio del ristorante sul lato opposto della strada.
DUE INCENDI DISTINTI. Poi l'omicida è tornato indietro per cancellare le tracce: prima bruciando l'auto (come si vede nel filmato) poi dando fuoco alla ragazza ancora a terra, accanto a un muretto. Secondo una ricostruzione del Corriere della Sera, «per il medico legale che ha svolto un primo esame del corpo i due incendi non sarebbero collegati l’uno all’altro, ma episodi distinti».

Il ritrovamento

Sara è stata trovata all'alba di domenica 29 maggio sdraiata a terra nel parcheggio di un ristorante all'estrema periferia di Roma, mentre a circa 200 metri di distanza la sua auto, una Toyota appartenente alla madre, era avvolta dalle fiamme.
I vigili del fuoco erano intervenuti intorno alle cinque per spegnere l'incendio della macchina, ferma sul ciglio della strada, quando sul versante opposto alcuni passanti hanno segnalato un altro focolaio tra i cespugli.
A POCHI METRI DAL PALAZZO DI FAMIGLIA. Proprio lì è stata trovata Sara, a terra con le braccia allargate e la camicetta sbottonata. A poche centinaia di metri dalla palazzina di proprietà della famiglia, dove era cresciuta.
Sul posto è arrivata la polizia scientifica che ha eseguito i rilievi del caso. Tra i primi a vedere il corpo della giovane, la madre Tina e lo zio, che erano usciti con la macchina a cercarla perché tardava a rientrare.

L'ultimo messaggio

L'ultimo messaggio Sara l'ha inviato proprio alla madre intorno alle 3,30: «Sto tornando a casa» le ha scritto, come faceva di consuetudine, dopo aver accompagnato l'amica di danza con cui era uscita. Il messaggio era ormai una consuetudine tra Sara e la mamma Tina, ma la scorsa notte le cose sono andate diversamente.
LA MADRE ESCE A CERCARLA. Dopo 20 minuti la preoccupazione della mamma è aumentata al punto da svegliare suo fratello. «Sara non torna, è uscita con la mia macchina. Mi accompagni a cercarla?», gli avrebbe detto. Così sono usciti di corsa. Prima un giro sotto casa dell'amica che era uscita con lei, e poi la scoperta.

Le liti e la rottura con il fidanzato

Sara si era lasciata da un paio di giorni con il ragazzo e sabato era uscita con un'amica dopo cena prendendo la macchina della madre. Nei giorni precedenti la tragedia sembra che tra i due, che si erano lasciati da poco, ci fossero stati dei litigi.
INTERROGATO PER ORE. L'uomo si chiama Vincenzo Paduano, una guardia giurata di 27 anni. Dopo un lungo inerrogatorio, Paduano è crollato e ha confessato l'omicidio. «Un po' di tempo fa ci eravamo lasciati, ma io non sopportavo che fosse finita», ha detto agli inquirenti. «Lei stava con un altro». La loro storia era cominciata nel 2014 ed era stata segnata da rotture e riprese. Da qualche settimana, però, Sara aveva un'altra relazione e questo ha fatto perdere la testa a Paduano.
Le zie di Sara raccontano che «ci sembrava un bravo ragazzo, non gli avrebbe mai permesso di darle uno schiaffo. Lo avrebbe mandato a quel paese».

Le telecamere

Decisive nelle indagini le registrazioni delle telecamere della zona, in particolare di una cava vicina che ha ripreso gli istanti in cui l'auto ha preso fuoco.
OMICIDIO INSCENATO. Gli inquirenti avevano fin dall'inizio ritenuto che fosse proprio Paduano la persona inquadrata nel filmato, in cui si vede un'auto affiancare e speronare la macchina su cui viaggiava Sara. Paduano aveva con sé una tanica di benzina per inscenare un incendio e per cancellare le tracce del delitto. Dopo averla fermata, l'uomo è salito a bordo dell'auto per ucciderla.

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