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AMBIENTE 31 Maggio Mag 2016 2209 31 maggio 2016

Pantelleria, fiamme domate: petizione per curare l'ambiente

Lanciata dai giovani dell'isola siciliana. L'incendio ha toccato quasi tutti i luoghi frequentati dai turisti. Stagione a rischio, infrastrutture da riparare.

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Le tracce dell'incendio sull'isola di Pantelleria.

Da Montagna Grande a Cuddia Attalora, resistono soltanto pochi focolai. Pronti a ripartire quando il vento riprende a soffiare. Ma dopo quattro giorni, Pantelleria non brucia più. I Canadair hanno concluso la loro missione. Restano gli scheletri degli alberi divorati dal fuoco, le tracce dei sentieri battuti dagli appassionati di trekking e ormai impraticabili, un panorama desolante di una natura piegata dall'opera di ignoti incendiari, che si oppongono all'istituzione di un parco nazionale.
Pantelleria si prepara a contare i danni. Nel conto non c'è solo il disastro di 600 ettari di boscaglia e di macchia mediterranea distrutti, ma anche le incertezze di una stagione turistica compromessa. Ma l'isola rivendica con orgoglio il valore del suo patrimonio.
BELLEZZA DA RIPRISTINARE. «Ricostruiamo la bellezza di Pantelleria. Il governo intervenga subito», è il messaggio lanciato sui social da Agorà, nella quale si ritrovano i giovani accomunati dall'amore per Pantelleria. Sono loro a lanciare ora una petizione online, #SavePantelleria, per una raccolta firme da inviare a Matteo Renzi e ai ministri Maurizio Martina (Politiche agricole) e Gian Luca Galletti (Ambiente).
IL SINDACO: «RIPARTIAMO». «Tutto quello che ci teneva legati a questo piccolo scoglio nel mare», scrivono i promotori della petizione, «sta andando in fumo». Ma la vita riprenderà subito, avverte il sindaco Salvatore Gabriele, che richiama il senso di appartenenza e le bellezze risparmiate dal disastro per progettare il futuro. Gabriele denuncia non solo l'azione criminale degli incendiari, ma anche l'immobilismo di chi «ostacola la crescita di un territorio». Le risorse dell'isola? Eccole: i terrazzamenti, le viti ad alberello patrimonio Unesco, le zone balneari, i siti termali. E il primo cittadino assicura che le aziende vitivinicole e le strutture turistiche sono «pronte ad accogliere i turisti».
STRADE E SENTIERI DA METTERE IN SICUREZZA. Eppure, come segnala lo stesso sindaco nell'ordinanza con cui chiede lo stato di emergenza, ora bisogna pensare a ricostruire le infrastrutture a rete e a mettere in sicurezza strade e sentieri. Quasi tutte le località di interesse turistico sono state toccate dall'incendio: oltre a Montagna Grande e Cuddia Attalora, le fiamme hanno investito anche Fossa del Russo, Dietro l'isola, Benicolao, Kassà-Karebi, Favarelle, Costone di Serraglia.
Tutti luoghi molto apprezzati e carichi di storia.

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