Isis: Berlusconi, intervento di terra
FONDAMENTALISMO 2 Giugno Giu 2016 1115 02 giugno 2016

Isis, i tartassati dalle multe salate del Califfato

Barba rasata: 100 dollari. Occhi delle donne scoperti: 10. Sigarette: 46. Alcolici: 50. E se non sai la Sharia sborsi. Le strampalate imposte di Daesh viste da Lia Celi.

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Cari fondamentalisti, avete voluto lo Stato islamico? E ora pedalate.
Perché gli Stati si somigliano tutti, come le biciclette: può cambiare il colore, il manubrio, il diametro delle ruote, la forma del sellino, ma quello che le fa andare avanti sono semre i pedali.
Nel caso degli Stati i pedali si chiamano tasse.
In questo senso, più che di bicicletta si dovrebbe parlare di ciclotaxi, perché c'è qualcuno che pedala e qualcuno che sta comodamente seduto e chiede al pedalatore prestazioni sempre più gravose.
LE CASSE PIANGONO. Che abbia in testa il turbante o indossi giacca e cravatta non fa molta differenza, quando si tratta di riempire le casse pubbliche.
Certo, nello Stato islamico, dove le attività produttive sono state decimate dalla guerra e dai divieti religiosi, e di case abbastanza integre da poter essere tassate ne sono rimaste pochissime, con le imposte sul reddito e sugli immobili si racimola a stento di che comprare una scacciacani usata.
Così fanno cassa come i vigili di certe nostre città: elevando multe a tutto spiano.
Multe fondamentaliste, ovviamente.
TARIFFARIO DA FILM. È stato diffuso un tariffario, redatto dalla società Ihs in base a interviste, documenti dell'Isis e dati trapelati attraverso i social media, relativo alla zona di Raqqa, la capitale, che sembra uscito dal film Il dittatore di Sacha Baron Cohen: una donna sorpresa a mostrare gli occhi deve sborsare 10 dollari, e può darsi che per un occhio solo ci si possa mettere d'accordo su cinque, visto che la multa per la rasatura totale del mento è di 100 dollari mentre quella prevista per la barba corta è la metà, 50 dollari: in Sicilia si paga il pizzo, nello Stato islamico il pizzetto.

Quiz sulla Sharia: se sbagli vieni punito con 20 dollari

Abu Bakr al-Baghdadi, terrorista iracheno e califfo dell'autoproclamato Stato Islamico.

Più bizzarre le differenze nell'importo delle multe per possesso di pacchetto di sigarette, 46 dollari per i maschi (tanto quanto l'imposta annuale su un ettaro di terra irrigata) e solo 23 per le femmine, forse perché, non valendo nulla, possono morire di tumore ai polmoni senza sottrarre braccia alle truppe di Allah.
AMMENDA E FRUSTATE. L'ammenda per il consumo di alcol invece è unisex: per tutti 50 dollari più 50 frustate: secondo gli integralisti l'unico motivo lecito per alzare il gomito è brandire una frusta.
I controllori possono aggravare tutte le contravvenzioni citate facendo a bruciapelo al multato un quiz sulla Sharia: ogni risposta sbagliata viene punita con 20 dollari.
SE LO FACESSERO DA NOI.. Speriamo che a nessun Comune italiano venga in mente di adottare il sistema-Raqqa: se un nostro vigile urbano girasse a interrogarci sui 10 comandamenti e sui sette peccati capitali, gli verrebbe il crampo al braccio a forza di elevare multe, ma le finanze locali scoppierebbero di salute (e finalmente ci sarebbe un buon motivo per mandare i bambini a catechismo).
PURE LA TASSA DI... FUGA. Non sorprende che in questo tessuto urbano così vivace e accogliente, una ricca panoramica di rovine che va dall'età ellenistica a ieri pomeriggio, passando per l'epoca romana e il periodo abbaside, ravvivata da bombardamenti, sequestri, stupri, fame e acqua inquinata, non sia in vigore la tassa di soggiorno, ma quella di fuga: per uscire dal quartier generale di Daesh bisogna versare 800 dollari.

E a chi non rientra a Raqqa entro 15 giorni beni confiscati

Un edificio di Raqqa distrutto dalle bombe.

Non basta: le autorità islamiche minacciano di confiscare tutte le proprietà a chi non rientra entro 15 giorni, ma dubitiamo che questo basti a stimolare nei fuggiaschi la saudade per Raqqa.
Evadere il fisco nella capitale dell'Isis significa proprio scappare da una prigione.
METÀ TESORO DA IMPOSTE. Certo, lo Stato islamico si regge per metà su finanziamenti inconfessabili e sulle razzie, ma il 56% del suo budget viene spremuto dai veli fuori posto e dalle sigarette imboscate della gente normale.
C'è da sperare che presto i fondamental-spremuti si uniscano ai miliziani cui Isis, visti i brutti chiari di (mezza)luna, ha dovuto tagliare gli stipendi, formando un esercito ben più agguerrito e furibondo dei mujahiddin, l'unico in grado di rovesciare la tirannia fondata su barbe, Corano e scudiscio.
I RIBELLI DOVE SI REINCARNANO? La storia ci insegna che i tartassati di oggi sono i rivoluzionari di domani, anzi, di stasera.
E chi muore nel jihad all'esoso fisco integralista, andrà in Paradiso o si reincarnerà alle isole Cayman?


Twitter @LiaCeli

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