Naufragio 160418151241
EMERGENZA 3 Giugno Giu 2016 1108 03 giugno 2016

Migranti, naufragio a Sud di Creta

In Libia recuperati 117 corpi: tra loro cinque bambini. Imbarcazione affonda al largo dell'isola greca, si temono 350 vittime.

  • ...

Ancora morte nel Mediterraneo delle migrazioni, dove si temono fino a 350 morti per il capovolgimento di un barcone al largo di Creta e si sono contati, uno a uno, quasi 120 cadaveri per un naufragio davanti alle coste libiche. Davanti a Creta il barcone su cui erano stipati i migranti ha iniziato ad affondare in acque internazionali, 75 miglia a sud del porto di Kalo Limeni mentre, secondo media greci, stava tentando di far rotta verso l'Italia. Il numero di vittime accertate in serata era di nove e 340 quello delle persone soccorse: una tragedia da 300-350 vittime si profila perché, secondo l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), sul barcone si trovavano circa 700 migranti.
MILLE MORTI IN UNA SETTIMANA. Ancora una volta cifre elevate come quelle degli oltre mille migranti che l'Oim stima siano morti nell'ultima settimana di maggio nel Mediterraneo. Ma pur sempre impersonali cifre, senza invece la tragica fisicità degli oltre 100 cadaveri recuperati su spiagge dell'Ovest della Libia tra le mattine di giovedì e venerdì. La Mezzaluna rossa libica ha riferito di aver raccolto 117 corpi, tra cui quelli di 70 donne e anche di cinque bambini, tutti «africani». Secondo il portavoce della Marina libica, potrebbe trattarsi dei migranti che erano a bordo di un barcone trovato vuoto giovedì e capovoltosi forse il giorno prima. L'ipotesi è avvalorata dal fatto che, secondo la Mezzaluna rossa, i corpi non sono decomposti e perciò le vittime dovrebbero essere affogate nelle 48 ore precedenti. Ma non vi sono certezze.
MEDITERRANEO VALVOLA DI SFOGO. Certo è però che dopo la chiusura della rotta balcanica, per i disperati del martoriato Medio Oriente la valvola di sfogo è quella del Mediterraneo centrale, che passa per una Libia ancora quasi fuori controllo a causa di una guerra civile solo negli ultimi mesi in via di ricomposizione. Effetto del filo spinato in Macedonia e altri Paesi balcanici è l'accordo dell'Ue con la Turchia che sta per per entrare in concreto vigore col rinvio in Anatolia di un profugo siriano cui in Grecia è stata bocciata la richiesta di asilo. Sottolineando l'assoluta povertà, i diritti violati e l'integrazione negata che piaga i profughi in Turchia, Amnesty International ha chiesto nelle ultime ore all'Ue di «interrompere immediatamente i piani di rinvio dei richiedenti asilo sulla base della falsa pretesa» che vadano in «un 'Paese sicuro'».

Articoli Correlati

Potresti esserti perso