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DELITTI 3 Giugno Giu 2016 1739 03 giugno 2016

Omicidio Sara, Paduano la aggredì una settimana prima

L'omicida: «Ho perso la testa. Avrei preferito esserci io al suo posto». Agli inquirenti ha raccontato che alcune persone gli avrebbero consigliato di incendiare l'auto del suo nuovo ragazzo. 

 

 

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Sara Di Pietrantonio e l'ex fidanzato Vincenzo Paduano.

Una settimana prima del delitto, Vincenzo Paduano aveva maltrattato l'ex fidanzata Sara Di Pietrantonio. È quanto si legge nell'ordinanza del gip Paola della Monica. Il fatto risale tra il 21-22 maggio scorso e sarebbe avvenuto davanti al nuovo fidanzato della ragazza.
SARA PRESA PER UN BRACCIO. «Ho chiesto e intimato a Sara di salire in auto e parlare con me, io penso che finita una relazione non debba finire il rispetto di una persona così ho preso Sara per un braccio ed l'ho fatta entrare in auto», ha detto Paduano al gip.
«HO PERSO LA TESTA». Nel suo colloquio la guardia giurata «Ho perso la testa. Avrei preferito esserci io al suo posto», ha dichiarato l'uomo agli inquirenti, «non ho capito più nulla. Mi vergognavo, avevo paura di quello che avrebbe potuto raccontare all'indomani».
Gli inquirenti ritengono che Paduano, possa aver avuto non solo una bottiglietta di alcool, insufficiente per dar fuoco alla ragazza e all'auto, ma anche altro liquido infiammabile. Per questo motivo il procuratore aggiunto Maria Monteleone ed il sostituto Maria Gabriella Fazi hanno disposto accertamenti, compresi quelli gps per ricostruire i movimenti dell'indagato, al fine di verificare se il loro sospetto sia fondato.
«VOLEVO SPAVENTARLA». Paduano ha raccontato che aveva in macchina la bottiglietta perchè alcune persone con cui si era confidato gli avrebbero consigliato di incendiare l'auto del suo nuovo ragazzo. «Volevo spaventarla. Sono un mostro» ha poi aggiunto spiegando: «Non ho colpito Sara. Ho acceso la sigaretta. Eravamo vicini, stavamo continuando a discutere, c'è stata una fiammata. Me ne sono andato. Mi vergognavo».
NESSUN RIPENSAMENTO. Per il Gip Paola Della Monica però «assume rilievo che Vincenzo Paduano non abbia avuto neppure un attimo di ripensamento sia quando ha lasciato il corpo in fiamme della ragazza, sia in seguito».
SARA BERSAGLIO DI PADUANO. Non solo. Il gip ha aggiunto che «il corpo di Sara è stato, volutamente, bersaglio del gesto compiuto da Paduano». Inoltre «deve ritenersi che il liquido infiammabile sia stato utilizzato quando Sara Di Pietrantonio non era più a bordo dell'auto e quindi deve concludersi che ella non può essersi sporcata accidentalmente mentre era a bordo dell'auto, come dichiarato dall'indagato» si legge nell'ordinanza. «Ugualmente inverosimile è l'affermazione che poi gli indumenti della ragazza abbiano preso fuoco a causa dell'accensione di una sigaretta».
Tra gli esami tecnici ancora in corso, oltre a quelli di natura autoptica (esami del sangue e dei polmoni di Sara per stabilire con certezza se fosse morta quando è stata avvolta dalle fiamme), ci sono anche quelli sui telefoni cellulari della ragazza e del suo ex.
CELLULARE IN UFFICIO. «Non ho portato il cellulare con me per non avere la tentazione di controllare gli accessi di Sara», ha dichiarato la guardia giurata agli inquirenti spiegando il motivo per cui quella notte ha lasciato sul posto di lavoro il telefono in carica. La versione non avrebbe tuttavia convinto il gip. «Assume rilievo la circostanza che Vincenzo Paduano abbia dapprima lasciato in un ufficio il suo telefono cellulare e ciò al fine evidente di non essere 'tracciabile' e abbia poi lucidamente creato un'apparenza di normalità rientrando in ufficio, salutando il collega e poi rientrando a casa», si legge nell'ordinanza di custodia cautelare.
DESIDERIO DI VENDETTA. Agli atti dei magistrati ci sono però anche testimonianze relative al tono minaccioso di sms e di mail inviati da Paduano alla sua ex. L'uomo avrebbe assistito a un bacio tra la sua ex Sara di Pietrantonio e il suo nuovo ragazzo e le avrebbe detto che «in qualche modo gliel'avrebbe fatta pagare». L'episodio è stato raccontato agli inquirenti da un'amica della studentessa uccisa e contenuto nell'ordinanza di custudia cautelare. La stessa ragazza avrebbe rivelato anche che Sara recentemente aveva cambiato la password del suo profilo Facebook, augurandosi che il suo ex, «esperto di informatica, non riuscisse ad 'azzeccare' anche quella».
«VINCENZO È UNA BRAVA PERSONA». Intanto emergono altri dettagli inquietanti. Sara, poco prima di morire, la sera di sabato 28 maggio aveva incontrato il suo ex a casa sua e la madre, avrebbe raccontato lei stessa agli inquirenti, si complimentò con la figlia per «la pazienza e la maturità dimostrata nell'affrontarlo». «Vincenzo è una brava persona, sta soffrendo». E' quando avrebbe detto la ragazza alla madre Tina, qualche ora prima di morire.

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