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DELITTO 3 Giugno Giu 2016 1339 03 giugno 2016

Stilista impiccata, le cose che sappiamo

L'ultima telefonata 7 ore prima del ritrovamento del cadavere. L'agenda piena di impegni. Il rapporto con il fidanzato violento. Il caso del presunto suicidio di Carlotta Benusiglio.

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Per la polizia si è trattato quasi certamente di suicidio ma la famiglia afferma che invece ci sono molti aspetti che non tornano. E in effetti sono tanti i misteri che circondano la morte della stilista Carlotta Benusiglio, 37 anni, la donna che martedì 31 maggio è stata trovata impiccata a un albero con una sciarpa, a Milano in piazza Napoli, a poca distanza da casa sua.
IPOTESI SUICIDIO. Il capo della squadra mobile della Questura milanese, Lorenzo Bucossi, ha spiegato che «al momento nessun elemento ci fa allontanare dall'ipotesi del suicidio, ma stiamo indagando come se non lo fosse anche per le dichiarazioni della famiglia». Intanto la Procura di Milano ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio a carico di ignoti, un fatto tecnico per effettuare le indagini coordinate dai pm Alberto Nobili e Antonio Cristillo e condotte dalla Squadra mobile con il commissariato di Porta Genova.
LA SORELLA TESTIMONIAL ANTIDROGA. Ipotesi suicidio alla quale non vuol credere in particolare Giorgia, la sorella minore della ragazza. Giorgia, 33 anni è testimonial antidroga e consulente per la prevenzione giovanile contro l'uso di stupefacenti dopo aver subito il trapianto di fegato a causa di mezza pasticca di ecstasy, presa quando era diciassettenne e che su quella terribile esperienza ha scritto il libro Vuoi trasgredire? Non farti!.
Ecco che cosa sappiamo e che cosa non torna nella vicenda.

L'ultima chiamata alle 23 di lunedì 30 maggio

Giorgia non nutre dubbi sulle condizioni psicofisiche di Carlotta: «Mia sorella stava bene, era serena. L'ultima che l'ha sentita è stata mia madre, lunedì 30 alle 11 di sera. Si sarebbero dovute vedere per mangiare a pranzo proprio martedì. E una madre sente se la figlia sta bene o no».
BUCO DI SETTE ORE. Il corpo di Carlotta è stato trovato alle 6 del mattino del giorno successivo.

La scena del delitto: i piedi non toccavano terra

Da Giorgia arrivano dubbi anche sulla modalità della morte: «Non credo assolutamente che mia sorella si sia suicidata. Non lo avrebbe mai fatto e soprattutto, vista la riservatezza, mai a due passi da casa, usando un albero in una piazza. Per assurdo avrebbe potuto farlo usando il soppalco». Altro particolare strano è che i piedi di Carlotta toccavano terra.

Il fidanzato: un rapporto segnato dalla violenza

La donna da anni viveva un rapporto a fasi alterne con il fidanzato, un quarantenne denunciato più volte da Carlotta per violenze. La relazione, come naturale, non era vista di buon occhio nemmeno in famiglia: «Noi eravamo contrari per precisi motivi alla relazione», ha spiegato Giorgia.
L'ULTIMO INCONTRO LA SERA PRIMA. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, Carlotta avrebbe rivisto l'uomo, che peraltro avrebbe qualche problema di dipendenza, anche il giorno prima, a pranzo in compagnia di un’amica, e di nuovo la sera.

Avrebbe dovuto ospitare un'amica dall'Argentina

La sorella ricorda che Carlotta era appena tornata da Venezia dove era stata per una festa di nubilato. Per quell'amica aveva disegnato e stava realizzando l'abito da sposa. Inoltre a giorni sarebbe venuta a trovarla un'amica dall'Argentina che non vedeva da sei anni.
LENZUOLO SPORCO DI SANGUE. Tra gli altri elementi che non tornano il fatto che abbia lasciato il computer acceso con la musica che andava. Inoltre Carlotta aveva preso appuntamenti e impegni per le ore e per i giorni successivi. O che il lenzuolo del suo letto fosse sporco di sangue. Infine, da una confezione di farmaci contro l’ansia mancavano quattro pastiglie.

L'autopsia: «strangolamento suicidario»

Dai primi esiti dell'autopsia è emerso che la morte sarebbe dovuta a uno «strangolamento suicidario», come ha spiegato il pm di Milano Antonio Cristillo, titolare dell'indagine. Al momento non vi sarebbero elementi che indichino che la morte sia stata provocata da un'altra mano. Sul corpo nessun segno di violenza.
MANCA LA PERIZIA TOSSICOLOGICA. L'esito complessivo dell'autopsia non è ancora noto in quanto mancano i risultati delle perizie tossicologiche e genetiche che sono state disposte per capire se la donna abbia ingerito qualche medicinale o altre sostanze tossiche e se vi siano materiali organici sul corpo appartenenti ad altre persone. «Gli esami sono ancora in corso e bisogna aspettare», ha detto Cristillo.

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