LUTTO 4 Giugno Giu 2016 0733 04 giugno 2016

Muhammad Ali è morto

L'ex pugile si è spento in un ospedale di Phoenix, in Arizona, dove era ricoverato da giovedì 2 giugno. Era malato di Parkinson da trent'anni. Le immagini.

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Il mondo della Boxe perde la sua leggenda. L'ex pugile Muhammad Ali, soprannominato il 'Più Grande', è morto a 74 in un ospedale di Phoenix, in Arizona, dove era ricoverato da giovedì 2 giugno (guarda le immagini della carriera). Lo ha reso noto la famiglia con una dichiarazione.
RICOVERO IN VIA PRECAUZIONALE. L'ex campione del mondo dei pesi massimi e oro olimpico a Roma '60 era stato ricoverato per precauzione. Le sue condizioni non erano state giudicate gravi, ma data l'età e il morbo di Parkinson, di cui era malato da trent'anni, i medici avevano scelto la strada della prudenza.

I trionfi sportivi e l'impegno civile

Nato Cassius Marcellus Clay Jr. il 17 gennaio 1942, cambiò il suo nome in Muhammed Ali nel 1964, dopo essersi convertito all'Islam. A questo proposito disse: «Cassius Clay è un nome da schiavo. Io non l'ho scelto e non lo voglio. Io sono Muhammad Ali, un nome libero. Vuol dire amato da Dio. Voglio che la gente lo usi quando mi parla e parla di me».
Aveva vinto l'oro Olimpico ai Giochi di Roma nel 1960, e, come pugile professionista, aveva detenuto il titolo mondiale dei pesi massimi dal 1964 al 1967, dal 1974 al 1978 e per un'ultima breve parentesi ancora nel 1978.
IL NO ALL'ARRUOLAMENTO. Divenne un simbolo per il movimento di liberazione dei neri negli Stati Uniti durante gli Anni Sessanta, anche per aver sfidato il governo americano, opponendosi all'arruolamento nell'esercito e, di conseguenza, di combattere in Vietnam per motivi religiosi. Spiegò la sua decisione dicendo: «Non ho mai litigato con questi Vietcong. I veri nemici della mia gente sono qui». Per il suo rifiuto fu condannato per renitenza alla leva. Condanna poi annullata dalla Corte suprema.
È stato sposato quattro volte e ha nove figli.
Il pugile diede l'addio alla Boxe nel 1981.

La lotta contro il Parkinson

Il morbo di Parkinson di cui soffriva fu palese al mondo per il tremore delle mani mentre accendeva la torcia olimpica nel 1996, ai Giochi di Atlanta. Eppure Muhammad Ali era rimasto attivo a lungo come figura pubblica. Nonostante la sofferenza soltanto negli ultimi anni si era del tutto ritirato a vita privata. Alcuni esperti sostengono che la malattia possa essere stata causata dai colpi presi sul ring nel corso della carriera.
Ali era stato in ospedale diverse volte negli ultimi anni. L'ultima nel gennaio 2015, per una grave infezione alle vie urinarie, sebbene in un primo momento gli fosse stata diagnosticata una polmonite.
LE ULTIME APPARIZIONI. Pochissime da anni le sue apparizioni pubbliche, e nelle più recenti era apparso sempre più sofferente e fragile.
Anche l'ultima volta, il 9 aprile 2016, quando aveva voluto partecipare alla 'Celebrity Fight Night' a Phoenix, un evento annuale che è anche occasione per una raccolta fondi a favore della ricerca contro il Parkinson. Era tuttavia in evidenti difficoltà fisiche, sorretto per tutto il tempo e con il viso nascosto dietro un paio di occhiali scuri. Prima di allora aveva preso parte ad un tributo a lui dedicato nella sua città natale, Louisville in Kentucky.
IL SALUTO DI TYSON. Commosso il commento di Mike Tyson su Twitter: «Dio si è venuto a prendere il suo campione. Lunga vita al più grande». Tyson ha anche postato una sua foto di qualche anno fa con il campione.

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