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CALABRIA 7 Giugno Giu 2016 1932 07 giugno 2016

Platì ha un sindaco dopo 10 anni, ma la minoranza vuole dimettersi

Il comune calabrese, sciolto 15 volte per 'ndrangheta, ha eletto Rosario Sergi. Ma la leader dell'opposizione Ilaria Mittiga, e tutta la sua lista, non vogliono sedere con lui in Consiglio comunale. La doppia intervista.

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Dopo dieci anni di commissariamento per 'ndrangheta e un record di 15 scioglimenti, Platì ha finalmente un nuovo sindaco. Ma non avrà un'opposizione in Consiglio comunale.
La sconfitta Ilaria Mittiga, assieme agli altri tre eletti della lista Platì Res Publica e a tutti coloro che saranno chiamati in surroga, ha infatti annunciato le dimissioni dall'incarico, appena ricevuto dagli elettori del piccolo paese della Locride, in provincia di Reggio Calabria.
Il motivo? Al momento permane un certo mistero.
NON SI TORNA ALLE URNE. La decisione di Res Publica di non prendere posto in Consiglio non costringerà gli abitanti di Platì a tornare alle urne. I consiglieri infatti sono 12 e per provocare lo scioglimento dell'assemblea quattro dimissionari non bastano. La maggioranza regge e può regnare incontrastata. Perché allora rinunciare a fare opposizione?
QUALCOSA NON QUADRA. Lettera43.it lo ha chiesto direttamente all'interessata, Ilaria Mittiga. Figlia di Francesco Mittiga, eletto due volte sindaco di Platì con il supporto di liste civiche, arrestato per mafia nel 2003 e poi assolto. Dopodiché ha concesso la replica al primo cittadino, Rosario Sergi. Su di lui, la commissione parlamentare Antimafia ha scritto che risulta avere «rapporti di affinità con esponenti del vertice della cosca Barbaro, tanto con la frangia denominata Castanu che con quella denominata Nigru».
La sensazione è che non tutto sia stato chiarito, da entrambi gli interlocutori.

Mittiga: «Il sindaco Sergi non mi voleva in minoranza»

Ilaria Mittiga.

DOMANDA. Dottoressa Mittiga, lei ha dichiarato di volersi dimettere perché «restare significava dire troppi no». No a chi? E a che cosa?
RISPOSTA.
No alla maggioranza, al suo programma e alle promesse fatte in campagna elettorale. La maggioranza, in questo modo, potrà determinarsi come meglio crede.
D. In che senso?
R. La lista di Rosario Sergi ha avuto un ampio consenso dalla cittadinanza: 1.275 voti sono tantissimi. Evidentemente il programma di Sergi è piaciuto, il nostro non è piaciuto. Questi sono i nostri no: alle persone, e i motivi del no.
D. Nessun timore sulla trasparenza dell'amministrazione Sergi?
R. No, timori sulla trasparenza no. Anche perché comunque gli dobbiamo dare ancora il tempo di amministrare. Non ci si può pronunciare prima. Le dico però un'altra cosa.
D. Cosa?
R.
Tenga conto che il candidato sindaco Sergi desiderava... già parlava di avere una minoranza, senza che io ne facessi parte. Gli ho fatto un favore.
D. Potrebbe spiegarsi meglio?
R.
Sergi non mi voleva nella minoranza. Non voleva soltanto me. Durante la campagna elettorale si era fatto una sua idea di minoranza, e diceva che Ilaria Mittiga non avrebbe partecipato. Diceva che io avrei comunque rinunciato. Non penso, quindi, che la mia scelta sia una grossa sorpresa per lui, a questo punto.
D. Cosa diceva esattamente Sergi?
R.
Quando parlava di minoranza, diceva: «Tanto la Mittiga decide di non starci».
D. È un veggente?
R. (ride) Lo sperava, forse. O comunque, durante la campagna elettorale, si era fatto una sua idea.
D. La decisione di dimettervi tutti, compresi i candidati in surroga, l'avete presa in autonomia?
R.
Sì, in autonomia e all'unanimità.
D. Non avete ricevuto nessun tipo di pressione?
R. Assolutamente no. È una nostra libera scelta.

Sergi: «Non l'ho mai detto, vorrei sapere perché si è dimessa»

Rosario Sergi.

DOMANDA. Signor sindaco, come commenta la decisione di Ilaria Mittiga di dimettersi dal Consiglio comunale?
RISPOSTA. Ma si è dimessa? In Comune non abbiamo ricevuto nessun tipo di comunicato.
D. Ha dichiarato che si dimetterà lei, i tre consiglieri eletti con lei, e tutti i candidati chiamati in surroga.
R. E va bene. Vorrei capire quali sono le motivazioni. Mi auguro che vengano spiegate, perché è bene che anche i cittadini di Platì conoscano il perché di questo gesto.
D. Mittiga dice di non condividere il vostro programma.
R. Ma che significa? Anch'io nel 2009 non ho condiviso le proposte della lista vincente. Ho perso le elezioni, ma mi sono confrontato con tutti in Consiglio comunale. Mica mi sono dimesso. Se tutti facessero così, le assemblee politiche sarebbero sempre dimezzate. Mi sembra un ragionamento riduttivo.
D. Ma è vero che lei se l'aspettava? Che in campagna elettorale diceva che tanto la Mittiga se ne sarebbe andata?
R. (silenzio) Guardi, io ho fatto una campagna elettorale proponendo il nostro percorso amministrativo. Il resto sono tutte chiacchiere. Io ho semplicemente portato avanti le mie proposte, non mi sono occupato di quello che facevano gli altri.
D. Quindi smentisce? Non ha mai detto che tanto la Mittiga se ne sarebbe andata?
R. Ma assolutamente no! Ho portato avanti le nostre istanze, abbiamo fatto una campagna elettorale attiva sul territorio, contattando le persone porta a porta. Abbiamo ottenuto un risultato importante, che è andato oltre le nostre aspettative. E ritengo che l'apporto di Res Pubblica, e della signora Ilaria Mittiga, sia stato importante.
D. Perché?
R.
Perché le persone hanno creduto in noi, in entrambe le liste, e sono andate a votare in massa. Questo è il dato. Adesso mi scusi ma la devo salutare, è tutto il giorno che rispondo al telefono e devo andare in riunione.

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