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ALLARME 7 Giugno Giu 2016 1023 07 giugno 2016

Terrorismo, fermata bresciana: voleva andare in Siria

La donna, sposata con un tunisino, aveva pubblicato diversi messaggi in rete dichiarando l'intenzione di arruolarsi. Espulso il marito.

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La donna è indagata per terrorismo. Il marito è stato espulso.

Voleva partire per la Siria a combattere, convinta dal marito musulmano. È la storia di una donna bresciana sposata con un trentenne tunisino. La volontà della donna di partire per il territorio siriano, espressa in rete più volte dalla fine del 2015 ad oggi, è stata bloccata dall'intervento della Digos. Il marito è stato espulso.
INDAGATA PER TERRORISMO. La donna, figlia di un imprenditore, si era sposata con rito islamico nel 2010, matrimonio poi confermato con rito civile nel 2015. Si era convertita all'islam, e portava il burqa. La Procura di Brescia, pm Silvia Bonardi, ha aperto un fascicolo per arruolamento con finalità di terrorismo. Nel provvedimento di espulsione è previsto che il marito per dieci anni non possa rientrare in Italia.

I combattenti in Siria partiti dall'Europa. Non tutti si sono uniti all'Isis. L'ultima stima disponibile per l'Italia parla di 87 foreign fighters (The Soufan group).

«Siamo riusciti a fermarli prima della partenza per la Siria», ha dichiarato il questore di Brescia Vincenzo Ciarambino in merito all'operazione. «La donna, di buona famiglia, sopratutto sui social aveva manifestato una radicalizzazione sempre più crescente», ha aggiunto il questore, «col marito stava anche prendendo un'auto per poter affrontare il viaggio».
SU FACEBOOK INNEGGIAVA AL JIHAD. Sulla propria bacheca Facebook, utilizzata per comunicare con il coniuge, la donna scriveva «io vivo qui solo con il mio corpo, invece la mia anima e il mio pensiero sono in un posto molto lontano».
«Oh Allah ti chiedo una morte nel tuo sentiero», si legge ancora, «e ti chiedo una morte nel Paese del tuo profeta. Il paradiso, il paradiso, il paradiso. Giuro che non ce la faccio ad aspettare».
Esternazioni alle quali il marito apponeva il proprio consenso. E inoltre, espliciti riferimenti della donna al jihad: «Dio, dai la tua gloria ai mujahedin sul tuo sentiero e falli vincitori sulla terra».

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