Roberti, rischio radicalizzare migranti
SICUREZZA 7 Giugno Giu 2016 1619 07 giugno 2016

Terrorismo, Roberti: «Il Papa obiettivo potenziale»

Il procuratore nazionale antimafia: «Con la costante attenzione investigativa dell'intelligence e delle forze di polizia riusciamo a prevenire eventuali progetti di attacchi in Italia».

 

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Il Pontefice può essere un obiettivo di attentato ma la prevenzione funziona. A dirlo il procuratore nazionale antimafia, Franco Roberti, in un'intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000 in onda alle 18 e 30 di martedì 7 giugno.
«Il Papa può essere un obiettivo per un attentato? In teoria sì ma in pratica con la costante attenzione investigativa dell'intelligence e delle forze di polizia riusciamo a prevenire eventuali progetti di attentati in Italia. Un buon numero sono stati già bloccati», ha spiegato Roberti.
ARRESTATI JIHADISTI. Il procuratore ha ricordato che la Procura distrettuale di Milano ha arrestato alcune persone di origine marocchina che vivevano in Italia. Nonostante avessero intenzione di andare a combattere in Siria sono stati bloccati da jihadisti siriani con cui erano in contatto che volevano che rimanessere nel nostro Paese per commettere attentati. Uno degli indagati aveva già tentato di procurarsi delle armi per eseguire un attacco ma è stato bloccato prima che portasse a compimento il suo piano.
NON SI PUÓ ESCLUDERE IL RISCHIO. «Speriamo che non si verifichi mai un attentato ma noi non abbassiamo mai la guardia», ha proseguito Roberti, infatti «non si può escludere il rischio in assoluto ma con la dovuta attenzione investigativa e anche la collaborazione dei cittadini possiamo essere relativamente tranquilli».
FONDAMENTALE LO SCAMBIO DI INFORMAZIONI. Il procuratore ha sottolineato che «l'Italia è sicuramente un Paese a rischio attentati come riferiscono i servizi d'intelligence occidentali. Sappiamo anche attraverso le indagini sul web che ci sono progetti e idee di attentati». In quest'ottica «lo scambio informativo è fondamentale. Purtroppo non sempre gli altri Paesi anche dell'Unione europea hanno mostrato questa disponibilità. Alcune volte ci sono state delle riserve, gelosie ed egoismi investigativi assolutamente ingiustificabili. Per fortuna questi atteggiamenti stanno cadendo specialmente dopo gli attentati di Parigi e Bruxelles».

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