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CRONACA 8 Giugno Giu 2016 1913 08 giugno 2016

Camerunense muore durante il fermo, agenti indagati

La vittima è Donald Fombu Mboyo, camerunense di 30 anni. La compagna incinta: «Spero si faccia chiarezza, ho tanti dubbi».

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Nel riquadro, Donald Fombu Mboyo.

Per la sua compagna «potrebbe essere stato ammazzato», per i colleghi l'intervento dei poliziotti «è avvenuto in modo corretto e non vi è nulla da nascondere».
Sarà l'autopsia, in programma giovedì 9 giugno, a chiarire le cause della morte a Conegliano (provincia di Treviso) di Donald Fombu Mboyo, 30 anni camerunense, stramazzato al suolo lunedì 6 giugno durante le fasi concitate del fermo da parte degli agenti. La procura nel frattempo ha iscritto nel registro degli indagati, come atto dovuto, i due poliziotti che hanno proceduto al controllo. L'ipotesi di reato è di omicidio colposo.
NON CI SAREBBERO SEGNI DI PERCOSSE. A prima vista sul corpo dell'uomo, che sarà esaminato dal medico legale Alberto Furlanetto, coadiuvato dai periti di parte, non sono stati riscontrati segni di percosse. Una delle ipotesi prese in esame è che possa essersi trattato di un malore fulminante. Di certo, secondo le dichiarazioni di vari testimoni, Mboyo, già noto alle forze dell'ordine per reati legati allo spaccio, al momento in cui è stato bloccato davanti al Safari club, locale frequentato dalla comunità africana, era in evidente stato di alterazione psichica.
NON VOLEVA ANDARE IN COMMISSARIATO. Ha cercato di opporsi in tutti i modi, ripetono i presenti, all'ordine di essere accompagnato in commissariato per la fotosegnalazione. Gli agenti hanno riferito di aver agito secondo le regole e anche il questore, Tommaso Cacciapaglia, si dice tranquillo sull'operato dei suoi uomini. Sul perché l'africano abbia cercato di fuggire al controllo delle forze dell'ordine, la risposta andrebbe ricercata nel fatto che Mboyo non aveva ottemperato al foglio di via recentemente ricevuto.
COLLETTA PER RIPORTARE LA SALMA IN CAMERUN. Nel luogo in cui l'uomo, conosciuto dagli amici come Baba Jach, è morto sono stati depositati lumini e mazzi di fiori. Uno di questi è di Erika, la compagna diciottenne al terzo mese di gravidanza. «Da quando sapeva che sarebbe diventato padre aveva anche smesso di fumare cocaina», ha detto Erika, «spero si faccia chiarezza, ho tanti dubbi». Diversi connazionali del camerunense, che si sono rivolti a un avvocato, hanno annunciato l'intenzione di promuovere a Conegliano un corteo pacifico lungo le vie del centro, per chiedere che sulla vicenda venga fatta piena luce.
Nel frattempo la comunità africana sta facendo una colletta per raccogliere la somma necessaria per riportare in patria la salma dell'immigrato.

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