Merhed 160608135617
MIGRANTI 8 Giugno Giu 2016 1356 08 giugno 2016

Medhane, il 'Generale' dei trafficanti che rideva dei naufragi

Chi è il boss della tratta di esseri umani dall'Africa all'Italia arrestato, che si vanta di avere il potere di Gheddafi. Con la famiglia in Svezia e i soldi a Dubai. Dubbi su uno scambio di persona.

  • ...

Si fa chiamare “Il Generale”, per il suo tentativo di assomigliare a Mu'ammar Gheddafi. Mered Yehdego Medhane è uno dei più importanti capi delle organizzazioni criminali che trafficano in esseri umani tra il Centrafrica e la Libia. O forse sarebbe meglio dire era.
Eritreo di 35 anni, è stato estradato in Italia dalla Repubblica del Sudan, dove è stato arrestato il 24 maggio scorso.
Le indagini, coordinate dal procuratore di Palermo Francesco Lo Voi e dal pm Calogero Ferrara, hanno messo in luce il ruolo di primaria importanza di Medhane nel traffico di esseri umani. Secondo la testimonianza di alcuni amici alla Bbc, tuttavia, l'arrestato non sarebbe il boss della tratta di esseri umani, ma un omonimo. Sono in corso indagini della procura di Palermo per verificare la notizia.
LA FAMIGLIA IN SVEZIA. Sposato con una connazionale residente in Svezia e padre di un figlio nato nel 2014, Medhane è specializzato nella rotta che parte dai Paesi dell’Africa centrale fino alle mete del Nord Europa, passando attraverso la Libia e l’Italia.
In soli tre mesi, nel 2014, ha organizzato la partenza dall'Africa di 10 mila migranti, guadagnando per ogni viaggio tra gli 800 mila euro e il milione. Nelle intercettazioni viene fuori un uomo senza scrupoli. «Io sono più bravo degli altri, ne metto di più», diceva l'eritreo vantandosi di stipare fino all'inverosimile i barconi diretti in Italia.
Secondo molte fonti, Medhane sarebbe un uomo molto ricco, con difficoltà a gestire i guadagni in maniera sicura. D'altronde lui stesso non ha mai fatto mistero del denaro accumulato.
Per questo pianificava di mettere i soldi a Dubai, dove fanno poche domande e non controllano i movimenti bancari, come avveniva nel Paese che ha dato ospitalità a tutta la sua famiglia. Oppure in proprietà immobiliari in Eritrea, altro Stato in cui con la corruzione si può ottenere quasi tutto.
QUANDO RIDEVA DEI NAUFRAGI. Emerge dalle intercettazioni il quadro di una personalità dall'alto profilo criminale, che al telefono si vantava apertamente di usare metodi alla Gheddafi, che faceva pagare ai migranti dai 4.000 ai 5.000 euro per il trasferimento dai Paesi subsahariani.
Il boss dei trafficanti è passato all'onore delle cronache nella primavera del 2015 per aver riso alla notizia della morte di centinaia di persone da lui imbarcate su un barcone sovraccarico.
«Sono loro che volevano partire in fretta», era stato intercettato mentre rideva tranquillo dalla sua base di Tripoli, dove passava gran parte del suo tempo.
7-8 MILA MIGRANTI ALL'ANNO. Nel luglio 2014, Medhane confidava a un tale Selie che «solo quest’anno ho lavorato molto bene e ho fatto partire 7.000-8.000 persone».
Il metodo lo illustra lui stesso: «Adesso due barconi sono stati ricevuti dagli italiani, appena la barca arriva nelle acque internazionali viene subito soccorsa dalle loro navi».
Perché non risparmiare sulla benzina se si sa che a metà strada i barconi verranno intercettati?
IL COMPLICE ANCORA IN LIBERTÀ. Medhane è sospettato di lavorare con un etiope, Ghermay Ermias, il quale sarebbe ancora in fuga. Secondo il pm palermitano Calogero Ferrara, i due avrebbero controllato nel 2015 un giro d'affari molto più esteso, complesso e strutturato di quel che si poteva immaginare prima dell'inizio delle indagini.
A quanto risulterebbe dai calcoli di Ferrara, ogni barcone da 600 persone frutterebbe ai trafficanti dagli 800 mila al milione di dollari, ovviamente da sborsare in anticipo.
COLLABORAZIONE INTERNAZIONALE PER L'ARRESTO. Visto il ruolo da lui ricoperto nell'organizzazione criminale, anche dopo l'arresto di numerosi componenti della banda, le sue ricerche sono proseguite. A svolgerle, in collaborazione, la Procura della Repubblica di Palermo, la Polizia di Stato Italiana (Squadra Mobile di Palermo e Servizio Centrale Operativo), con il supporto di altri Paesi europei. In particolare, la National Crime Agency Britannica è riuscita a sviluppare relazioni sia di tipo strategico che operativo con le autorità Sudanesi, grazie al suo ampio network di rapporti internazionali.
Ufficiali di Polizia della Nca, ed in particolare della Taskforce contro il favoreggiamento della immigrazione, costituita nell'ambito del Progetto Invigor, sono riusciti a localizzare il latitante fino ad un indirizzo nel quartiere di El Diem a Khartoum.

Correlati

Potresti esserti perso