Rosarno 160609110449
MANIFESTAZIONI 9 Giugno Giu 2016 1047 09 giugno 2016

Rosarno, protesta contro l'uccisione di un migrante

Gli immigrati scendono in strada a San Ferdinando il giorno dopo che un giovane del Mali è stato colpito a morte da un carabiniere in una tendopoli.

  • ...

Manifestazione di un centinaio di migranti per le strade di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria. Gli immigrati contestano l'uccisione da parte di un carabiniere di un ventisettenne del Mali che lo aveva aggredito e ferito con un coltello avvenuta mercoledì 8 giugno nella tendopoli alle porte di Rosarno.
PROTESTA PACIFICA. Il clima è di rabbia e tensione, ma al momento non si registrano episodi di violenza.
I migranti, diretti verso il Comune, scandiscono slogan contro i carabinieri, definendoli «razzisti». I manifestanti gridano anche «Italia razzista» ed espongono cartelli dello stesso tenore. Sono presenti agenti di Polizia in borghese che stanno controllando l'evolversi della protesta.
Nella piazza del Municipio del centro della Piana di Gioia Tauro ci sono alcuni cittadini che assistono alle proteste seduti sulle panchine o ai bordi della piazza. Non c'è alcuna reazione e nessuno ha voluto commentare quanto sta accadendo.
INCONTRO CON IL COMMISSARIO. Una delegazione dei migranti, tra i quali anche il fratello di Sekine Traore, l'immigrato ucciso, ha incontrato nella sede del Municipio il commissario prefettizio che regge il Comune, Francesco Pepe, il vicequestore vicario di Reggio Calabria, Roberto Pellicone, e il dirigente della Digos, Cosimo Candita. Nel corso della riunione i rappresentanti hanno chiesto il rimpatrio della salma di Traore e maggiore sicurezza nella tendopoli.
La delegazione ha poi illustrato ai migranti i risultati dell'incontro.
VOLONTARIA: «SI FACCIA CHIAREZZA». «La manifestazione organizzata oggi da questi ragazzi è pacifica. Speriamo adesso che la Procura di Palmi vada avanti e che l'indagine non venga archiviata. Quello che si chiede è una cosa giusta: sapere perchè è stata uccisa questa persona», ha detto Giulia Bari, volontaria dell'organizzazione Medici per i diritti umani che da anni opera nella tendopoli di San Ferdinando. «C'è una ricostruzione ufficiale dei carabinieri e adesso aspettiamo che le indagini facciano il loro corso», ha aggiutno il medico, «bisognerà capire, da una parte, la dinamica del fatto e sapere, dall'altra, cosa succederà dopo. Queste persone infatti vivono costantemente situazioni di isolamento che sono indegne e sono costrette a condizioni di lavoro che non hanno registrato alcun miglioramento negli ultimi anni».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati