Cade cancello scuola, feriti due bambini
FOCUS 9 Giugno Giu 2016 1600 09 giugno 2016

Scuole, perché la messa in sicurezza resta un miraggio

Nuovo incidente a Carrara. Oltre 50 casi da settembre 2015. Servono interventi per il 39% degli istituti. Ma il fondo da 4 miliardi non basta. E i Comuni latitano.

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Il cancello caduto a Carrara che ha ferito due studenti.

Ancora una tragedia sfiorata, questa volta a Carrara, dove l'8 giugno 2016 un cancello della scuola elementare Aurelio Saffi, all'uscita degli alunni, è caduto e ha travolto due bambini.
Uno di loro è stato colpito alla testa e portato in ospedale. Il compagno di classe, invece, è stato ferito lievemente a una mano.
L'ennesimo episodio che pone l'accento sui rischi connessi all'edilizia scolastica, dopo che il 28 maggio il crollo dell'intonaco aveva provocato il ferimento di quattro studenti nella scuola media Campanella di Gioia Tauro.
Da settembre 2015 sono oltre 50 i casi di scuole al centro delle cronache per incidenti che hanno messo a repentaglio l'incolumità degli alunni.
Un dato in linea se non leggermente superiore a quello degli anni passati, malgrado l'impegno del governo per un massiccio intervento di messa in sicurezza.
OSPITI DOPO UN CROLLO. A Carrara gli alunni, per non attraversare la strada principale, dalla scuola utilizzavano un sottopassaggio, passando poi da un cancello che consente loro di arrivare direttamente alla piazza principale della città.
Il cancello ha due ante, una delle quali è da tempo chiusa perché difettosa.
Secondo le ricostruzioni, un'insegnate, non a conoscenza del pericolo, avrebbe aperto proprio quell'anta, che si è ribaltata investendo i piccoli.
A rendere ancor più grave e paradossale la situazione il fatto che gli alunni facessero parte di una delle classi del plesso Marconi, chiuso per ragioni di sicurezza dopo il crollo di una parte del soffitto e ospitati quindi alle Saffi.
LETTERA AL MINISTRO GIANNINI. E pensare che appena una settimana prima gli studenti delle scuole superiori di Massa Carrara avevano inviato una lettera al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini per denunciare la situazione in cui versano gli edifici scolastici della zona.
«Siamo preoccupati per la condizione degli istituti in cui ci rechiamo ogni giorno per imparare e studiare; la invitiamo a venirci a trovare per verificarlo di persona», avevano scritto.
E già a febbraio era stata indetta una manifestazione per sottoporre all’attenzione pubblica la situazione degli istituti e per chiedere l’intervento delle autorità.
I ragazzi dell’istituto d’arte Felice Palma avevano inscenato lo «sciopero delle coperte» contro i riscaldamenti malfunzionanti.

Il 39% delle scuole necessita di una manutenzione urgente

Il 39% delle scuole necessita di una manutenzione urgente e una su cinque (21%) presenta lesioni strutturali.

Quella toscana, tuttavia, non è certo una situazione eccezionale nel preoccupante panorama italiano.
Si tratta piuttosto dell'ennesimo campanello d'allarme su un fronte, quello dell'edilizia scolastica, che periodicamente torna ad accendere i riflettori sui rischi corsi dagli studenti.
Dal rapporto ''Ecosistema scuola'' 2015 di Legambiente e dal report su ''Sicurezza, qualità e accessibilità a scuola'' 2015 di Cittadinanzattiva è emerso che il 39% delle scuole necessita di una manutenzione urgente e una su cinque (21%) presenta lesioni strutturali.
CERTIFICAZIONI MANCANTI. Solo il 35,5% ha la certificazione antincendio e poco più di una scuola su tre possiede il certificato di agibilità statica (38%) e quello di agibilità igienico-sanitaria (35%).
Le due associazioni continuano a chiedere che entro il 30 giugno siano pubblicate tutte le informazioni in materia di edilizia scolastica per le scuole a oggi assenti dall'Anagrafe dell'edilizia scolastica e che per tutte sia indicata la data di aggiornamento dei dati.
ANAGRAFE INUTILIZZABILE. «Così com'è oggi», denunciano, «l’Anagrafe dell’edilizia scolastica non è utilizzabile né attendibile, perché contiene dati parziali e non aggiornati, indicatori mancanti e incomprensibili per i cittadini e neanche utili per scegliere la scuola dove iscrivere i propri figli».
E mentre non si è provveduto ad aggiornare, come promesso entro il 31 gennaio 2016, i dati relativi alle certificazioni, è stata prorogata di ancora un anno (31 dicembre) l’entrata in vigore dell’obbligo per le scuole di dotarsi della certificazione di prevenzione incendi».
NIENTE AGGIORNAMENTO. Cittadinanzattiva prosegue: «È legittimo chiedersi con quali criteri Comuni e Province hanno individuato, e continueranno a farlo, gli edifici scolastici che necessitano di interventi urgenti, se non dispongono di una fotografia aggiornata dello stato del patrimonio edilizio scolastico. Senza un’Anagrafe aggiornata, anche per il governo risulta difficile assegnare fondi e programmare interventi di messa in sicurezza nelle scuole a medio-lungo termine».

Fondo unico da quasi 4 miliardi: in due anni 12 mila interventi

Dal 2014 al 2016 sono stati avviati 12.041 interventi per scuole pericolanti.

Già, il governo: il Miur sul suo sito sottolinea come il piano di edilizia scolastica, fortemente voluto dal presidente del Consiglio Matteo Renzi fin dal suo discorso di fiducia alle Camere del febbraio 2014, sia in fase di attuazione.
«Il solo fondo unico per l'edilizia scolastica ha una dotazione di 3,9 miliardi per la messa in sicurezza, ristrutturazione e realizzazione di edifici scolastici. In due anni sono stati avviati 12.041 interventi».
Il piano, composto da tre principali filoni, avrebbe dovuto coinvolgere complessivamente 21.230 interventi in edifici scolastici per investimenti pari a più di 1 miliardo di euro nell'arco del biennio 2014-2015.
«NUMERI INSUFFICIENTI». «Numeri importanti, ma non ancora sufficienti», spiega a Lettera43.it Adriana Bizzarri, responsabile scuola di Cittadinanzattiva.
«In Italia abbiamo 42 mila edifici adibiti a scuole pubbliche e 15 mila alle paritarie. Per metterle tutte in sicurezza servirà almeno un decennio».
Segnali positivi sono comunque dovuti alle indagini diagnostiche attualmente in corso e dall'istituzione di un fondo: 1.600 finora le scuole messe in sicurezza col progetto #scuolesicure.
Nell'attesa che l'opera di ristrutturazione si concluda non resta che affidarsi ai sopralluoghi dei Comuni.
«Non si può fare altro che appellarsi alla prevenzione di fronte a edifici degli Anni 70 e 80 che giocoforza sono arrivati al termine della loro vita media». Senza contare le 13 mila scuole a rischio sismico, per le quali occorre un ulteriore tipo di sorveglianza.

Twitter @LorenzoMantell

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