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INDAGINI 9 Giugno Giu 2016 1709 09 giugno 2016

Trafficante di migranti arrestato, dubbi su scambio di persona

Secondo diverse fonti, il cittadino eritreo estradato in Italia non sarebbe Mered Medhane, boss della tratta di esseri umani, ma un omonimo innocente.

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A sinistra, la foto di Mered Medhane, trafficante di esseri umani. A destra, la persona estradata in Italia.

La maxi operazione che ha portato all'arresto del supposto boss del traffico di migranti potrebbe essere un enorme flop.
«Non è lui la persona che cercano», sostengono alcuni amici dell'eritreo estradato in Italia.
Le autorità ritengono si chiami Mered Medhanie, capo di una delle più grosse organizzazioni criminali che gestiscono il traffico di esseri umani verso le coste siciliane. I testimoni, interpellati dalla Bbc, sono sicuri invece ci sia stato uno scambio di identità, e che il giovane arrestato sia in realtà l'amico Mered Tesfamariam, 28 anni e assolutamente innocente.
A conferma di quanto sostengono, anche alcune foto pubblicate che ritraggono Tesfamariam prima dell'arresto e all'arrivo a Roma.

Uno dei compagni, Hermon Berhe, ha detto alla polizia di essere cresciuto con il giovane arrestato: «Non credo possa essere coinvolto in niente del genere. È una persona buona», ha dichiarato.
Un altro eritreo racconta di aver condiviso una casa in Sudan con l'arrestato. E una giornalista svedese, che lo scorso anno intervistò il 'Generale' dei trafficanti Mered, sostiene che il giovane delle foto non sia lui, ma un ragazzo con lo stesso nome.
«SOLO UN RIFUGIATO». «È solo un rifugiato che si trovava a Khartoum», ha detto al quotidiano svedese Aftonbladet.
«Stiamo svolgendo gli opportuni accertamenti. Al momento tutto quello che possiamo dire è che la segnalazione del ricercato, il suo arresto, la consegna e l'estradizione in Italia ci sono stati comunicati in via ufficiale dalla National Crime Agency inglese e dalle autorità sudanesi tramite l'Interpol», ha commentato il procuratore di Palermo Francesco Lo Voi, incaricato del fascicolo in Italia.
VENERDÌ L'INTERROGATORIO. L'arrestato sarà interrogato venerdì nel carcere romano di Rebibbia, dove si trova da due giorni. Ad assisterlo, sarà l'avvocato palermitano Michele Calantropo, nominato dalla sorella dell'arrestato che ritiene che quello estradato in Italia sia suo fratello, e non il trafficante di uomini a cui la polizia dava la caccia.
A fare chiarezza sulla complicata situazione potrebbero essere i confronti fra le perizie foniche delle intercettazioni dell'eritreo del 2014, con quelle recenti che hanno contribuito alla cattura del sospettato messa a segno dalla Nca e dalla polizia italiana.

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